Serie interazioni fra IPERICO (Hypericum p.),

inibitori delle proteasi e altri farmaci

The Lancet ha pubblicato i risultati di uno studio farmacologico dei “National Institutes of Health degli U.S.A. sull’interazione fra un noto inibitore delle proteasi impiegato nell’infezione da HIV e nell’AIDS (Indinavir; Crixivan) e l’iperico (Hypericum perforatum), una pianta medicinale diffusamente utilizzata anche in Italia contro la depressione. Lo studio è stato realizzato su volontari sani e ha evidenziato una forte riduzione della concentrazione ematica di Indinavir del 57% (DS 19); riduzione incrementatasi fino all’81% (DS 16) dopo 8 ore. Il range di riduzione della concentrazione ematica di Indinavir nei volontari sani è stato del 49-99%. Il grafico illustra i risultati di questo studio.

Gli autori dello studio sottolineano che riduzioni di questa entità possono portare allo sviluppo di ceppi virali farmacoresistenti e a fallimenti terapeutici.

E' opportuno segnalare che i ricercatori hanno utilizzato una formulazione di Iperico acquistata presso un buyers club di Los Angeles (Hypericum Buyers Club). I partecipanti allo studio hanno assunto giornalmente 3 compresse di Iperico titolato allo 0.3% di ipericina (uno dei principi attivi), per complessivi 2.7 mg giorno di ipericina. Da notare che questa è la posologia normalmente assunta anche in Italia, dove l'iperico viene diffusamente utilizzato come antidepressivo. La grande maggioranza delle formulazioni di Iperico in commercio in Italia sono titolate allo 0.3% di ipericina (con eccezioni di un prodotto titolato fino allo 0.6%) e la posologia più frequentemente indicata contro la depressione corrisponde a quella somministrata in questo studio di interazione hypericum-indinavir.  

Sulla base dei risultati dello studio pubblicato su "The Lancet" la Food and Drug Administration il 10 febbraio ha prodotto un avviso rivolto ai medici e ai cittadini in cui segnala quanto appena riferito e, in considerazione del particolare meccanismo coinvolto (il citocromo p450), segnala che 

l’interazione coinvolge probabilmente non soltanto il Crixivan ma tutti gli inibitori della proteasi e gli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa.
Per questa ragione tutti coloro che utilizzano:
Inibitori della proteasi [Saquinavir (Fortovase); Indinavir (Crixivan); Ritonavir (Norvir); Nelfinavir (Viracept); Amprenavir (Agenerase); e quelli in sperimantazione] e
Inibitori non nucleosidici della trascittasi inversa [Delavirdina (Rescriptor); Efavirenz (Sustiva); e quelli in sperimentazione] 
NON devono assumere in concomitanza dei prodotti a base di iperico.

Inoltre, per tutti, è necessario segnalare sempre al proprio medico che si intende (o che si stà utilizzando) dell'Iperico.

In considerazione del coinvolgimento del citocromo 450 la FDA consiglia di prestare attenzione anche alle potenziali interazioni con farmaci utilizzati nelle malattie cardiache, depressione, epilessia, alcuni tumori o nella prevenzione del rigetto dei trapianti e della gravidanza (anticoncezionali). E ogni altro farmaco che utilizzi il citocromo 450 per la sua metabolizzazione.

 Per maggiori informazioni vedete:

Piscitelli SC; Burstein AH; Chaitt D; Alfaro RM; Falloon J. Indinavir concentrations and St John’s wort. Lancet 2000;355(9203):547-8

FDA Risk of Drug Interaction with St. John's Wort and Indinavir and Other Drug. FDA Advisory, February 10, 2000

 

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