Dalla riscoperta allo sviluppo dell'omeopatia a Cuba

di Mariella Di Stefano e Elio Rossi

(da Medicina Naturale  Maggio 1997)


Mentre l'economia dell'isola inizia una lenta e contraddittoria fase di ripresa le medicine alternative, e in particolare l'omeopatia, attraversano un periodo di felice ed entusiasmante sviluppo che può contribuire notevolmente a migliorare gli standard di salute della popolazione 

Diffusione a macchia d'olio 

Non più di un anno e mezzo fa descrivevamo, proprio sulle pagine di Medicina naturale, le attività e le strutture ancora allo stadio embrionale che stavano determinando a Cuba una riscoperta dell'omeopatia, disciplina praticata nell'isola nell'Ottocento e nella prima parte del Novecento ma rimasta in silenzio per alcuni decenni fino a quando, nel 1992, il Ministero della Sanità dell'isola aveva deciso di inserirla nel programma delle cosiddette "terapie alternative". Nello stesso anno l'Assemblea provinciale del Poder Popular de La Habana promuoveva il primo corso per medici e farmacisti impartito da omeopati messicani. 
Nell'estate del 1994, a conclusione di una serie di incontri, scambi e conferenze avvenuti a Santiago di Cuba, si giungeva alla definizione di un progetto di collaborazione fra la Facoltà di Farmacia della Universidad de Oriente con sede nella città e l'Associazione omeopatica Lycopodium di "Homoeopathia Europea", accordo che intendeva promuovere "lo sviluppo della medicina omeopatica a Cuba come alternativa terapeutica che consenta un utilizzo razionale delle risorse nazionali disponibili nella pratica terapeutica di base". 
Da allora il settore delle medicine alternative si è sviluppato con una velocità imprevedibile, avviando un periodo di intensa e fruttuosa ripresa sotto l'egida del Ministero della Salute dell'isola, che ha riconosciuto a queste medicine un ruolo prioritario nell'ambito delle politiche sanitarie promosse nel paese. I risultati dell'impulso e dell'accelerazione trasmessi a tali discipline sono già tangibili per quanto riguarda l'assistenza primaria fornita alla popolazione mentre si moltiplicano in tutto il paese iniziative analoghe che vedono sovente la partecipazione di enti e organismi provenienti da altri paesi e dalla stessa Europa. 
L'accordo già citato è stato realizzato, così come previsto, nel corso di tre settimane di formazione omeopatica impartita a medici e farmacisti da omeopati dell'associazione "Homoeopathia Europea" italiani, spagnoli e belgi, la prima nel gennaio 1995, la seconda e la terza nel luglio e nel novembre dello stesso anno. Parallelamente alle attività di formazione si sono attivati contatti e relazioni ufficiali con le istituzioni sanitarie cubane, con la cooperazione italiana (già presente nell'isola con altri progetti), con l'OPS/OMS (Organizzazione Panamericana di Salute, l'agenzia latinoamericana dell'OMS) e l'UNOPS (agenzia dell'ONU), che hanno pienamente appoggiato lo spirito e gli intenti del progetto, assumendone parzialmente il finanziamento. 
Il mese di febbraio 1996 ha visto l'organizzazione del primo seminario multigruppo di medicina omeopatica a Cuba, seminario al quale hanno partecipato medici, farmacisti e veterinari provenienti  da 8 delle 14 province dell'isola e si è realizzato il primo gruppo di formazione veterinaria presso la sede del Consejo Veterinario Nazionale. Questo intenso programma di iniziative ha avuto diramazioni anche in Italia dove il Comune di Viareggio ha collaborato al finanziamento, unitamente all'OPS/OMS con le modalità di cooperazione decentrata, dell'attività svolta a Santiago e di un ambulatorio di medicina naturale nella provincia orientale di Guantanamo, un'area fustigata dalle avversità metereologiche e quindi particolarmente bisognosa di aiuto. L'ultima tappa di attività è stata infine realizzata di recente: è infatti nel novembre 1996 che si tengono in contemporanea  tre seminari a Guantanamo, a Santiago e all'Habana (di veterinaria) mentre il gruppo di omeopati europei partecipa al Congresso di medicina naturale e bioenergetica tenutosi all'Avana nello stesso periodo. Allo stato attuale, seppure con modalità non omogenee e con uno sviluppo diseguale, ambulatori e gruppi omeopatici sono presenti in 11 province cubane a dimostrazione della straordinaria diffusione di questa medicina (oltre che di altre discipline terapeutiche non convenzionali, prima fra tutte l'agopuntura che si è sempre praticata a Cuba) nell'arco di pochissimi anni e in un paese particolarmente indebolito dal perdurare dell'embargo statunitense e dalla crisi economica successiva al crollo dei paesi ex-socialisti dell'Europa dell'Est. 

Le attività del gruppo Jatropa curcas a Santiago di Cuba 

Santiago di Cuba, che è stata la prima tappa di realizzazione del progetto così sinteticamente delineato, è senz'altro la provincia che meglio e più delle altre ha risposto agli stimoli offerti, realizzando in soli due anni notevoli progressi, che è facile rilevare dalla lettura di pochi ma significativi dati. Infatti nel solo periodo che va dalla fine del 1995 ad oggi i pazienti sottoposti a trattamento di medicina naturale o omeopatica sono stati ben 6.812 mentre si è giunti alla costituzione di sei ambulatori di medicina naturale e omeopatica, distribuiti sull'intera area provinciale in relazione alle esigenze della popolazione e ai piani di sviluppo sanitario. Presso la Clinica di Medicina Naturale Tradizionale è stato organizzato un corso di specializzazione post-universitario mentre nel Policlinico della città sono stati approntati i locali per ospitare una farmacia naturale e si sono aperti 5 ambulatori veterinari per il trattamento dei piccoli animali. 
Di estremo interesse il lavoro che viene condotto nel campo della ricerca e dell'indagine scientifica presso la Facoltà di Farmacia dell'Università di Oriente, la prima delle istituzioni contattate per l'attuazione del progetto, soprattutto se si tiene conto delle notevoli difficoltà fra le quali si lavora a Cuba dal momento che i problemi economici esistenti impongono restrizioni a tutti i livelli e penalizzano tutti i settori della società. Va detto, tuttavia, che, a dispetto di tale oggettiva situazione di ristrettezza, le istituzioni sanitarie hanno sempre cercato di conservare l'elevato livello di assistenza conseguito sull'isola e di non abbassare, nei limiti del possibile, la qualità d'intervento precedentemente garantita, a titolo assolutamente gratuito, a tutta la popolazione. Nei laboratori della Facoltà si sta lavorando nel campo della ricerca farmacologica su due piante endemiche: Partenium hysteroforus e Jatropa curcas (quella che dà nome al gruppo di omeopati formatosi a Santiago), cercando di stabilire un controllo di qualità della tintura madre nel primo caso ed effettuando uno studio farmacognostico nel secondo. Al contempo si stanno studiando i cambiamenti delle variabili elettrofisiologiche prodotte dalla somministrazione dei rimedi omeopatici. 
All'attività clinica e di ricerca si affianca, data la struttura della sanità pubblica e della società cubana nel suo insieme, un ampio programma di divulgazione e informazione teso a promuovere nella popolazione una coscienza e una consapevolezza diverse nei confronti della salute e della malattia, realizzato attraverso incontri fra operatori e utenti  nei diversi municipi della provincia e nelle aree di montagna, oltre che nella stessa Santiago. 
A complemento e testimonianza di questa attività quasi febbrile nella quale i medici cubani stanno investendo tempo ed energia con la determinazione che li caratterizza e che fa del sistema sanitario cubano un esempio per tutta l'area del Caribe, alleghiamo un lavoro scientifico elaborato da un gruppo di  ricercatori dell'Università di Oriente in collaborazione con la locale clinica per disabili fisici e mentali e la sintesi di altri due lavori clinici, presentati al 2° Congresso di Medicina Naturale e Omeopatica di La Habana (novembre 1996). 
  
La medicina omeopatica applicata a pazienti con ritardo mentale 
Aurora Zuniga Mora, Cristobal Rodriguéz Gainza, Yalina Guerra Jamud, Yalile Millet Benítez - Facoltà di Farmacia della Università di Oriente di Santiago di Cuba, Clinica per disabili fisici e mentali di Santiago di Cuba 

Traduzione dallo spagnolo di Mariella Di Stefano 

Introduzione 

L'omeopatia è un sistema terapeutico naturale che, sulla base della Legge dei Simili, si relaziona in maniera individualizzata e globale con ogni paziente, valorizzando a pieno la sintomatologia in tutte le sue espressioni e modalità. 
Questo metodo terapeutico fu fondato all'inizio del XIX secolo dal medico tedesco Samuel F. Hahnemann e si estese in parte dell'Asia, dell'Europa e dell'America nella seconda metà del secolo XIX. L'omeopatia è stata accettata e integrata nei sistemi sanitari nazionali di diversi paesi quali la Germania, la Gran Bretagna, l'India, Sri Lanka, il Pakistan e il Messico e viene considerata in tutto il mondo come una delle medicine complementari o alternative più valide. 
Negli ultimi dieci anni molti paesi del Terzo Mondo, in considerazione degli elevati costi della spesa sanitaria nazionale, dell'invecchiamento della popolazione e di numerosi altri fattori, hanno manifestato un interesse sempre crescente verso le diverse forme di medicina naturale quali fitoterapia, agopuntura e, beninteso, la stessa omeopatia. 
Come la maggior parte delle medicine tradizionali l'omeopatia si fonda su un impianto concettuale di tipo olistico centrato sull'individualità del malato del quale si trattano allo stesso tempo i sintomi fisici, mentali e dell'affettività. 
Si sostiene che l'omeopatia stimoli i naturali meccanismi di difesa dell'organismo per contrastare e respingere l'aggressione delle malattie attraverso la somministrazione al paziente di un rimedio la cui sostanza attiva produce una reazione simile a quella che provoca nella persona sana. Un'altra caratteristica importante di questa medicina è l'utilizzo di dosi minime. (1) (2). 
Poiché la malattia coinvolge l'organismo nella sua interezza, per ristabilire la salute nel modo più naturale bisogna tener conto di tutti questi fattori che devono, inoltre, essere trattati dall'interno verso l'esterno. Il concetto generale è che non ci sono malattie, ma solo malati che vanno curati in base alla loro individualità. (3) 
Il trattamento generalmente somministrato ai pazienti con ritardo mentale comprende una serie di farmaci allopatici che, nell'intento di abbassare l'iperattività e le alterazioni a livello comportamentale dei malati, ne limitano pesantemente le capacità di apprendimento. Fra questi ci sono gli psicofarmaci, di cui i neurolettici sono i più usati, mentre la presenza di pazienti epilettici conduce all'uso di anticonvulsivanti. Tutti questi farmaci, nella misura in cui producono un effetto depressivo sul sistema nervoso centrale, comportano una serie di conseguenze negative per il paziente, svantaggi che si fanno più gravi nei casi presi in esame trattandosi di pazienti pediatrici. Fra costoro, infatti, si registrano reazioni contrarie che provocano non solo una limitazione delle capacità di apprendimento, ma anche effetti negativi su diversi sistemi di organi oltre che farmacodipendenza e che, in alcuni casi, possono persino mettere a rischio la vita stessa del paziente. 
Nell'intento di ridurre, nel maggior grado possibile, questo tipo di trattamento e sulla base dei principi costitutivi dell'omeopatia, il trattamento del ritardo mentale con rimedi omeopatici costituisce un ampio campo di lavoro nell'ambito della ricerca di una migliore qualità di vita per i pazienti. 

Materiali e metodo 

È stato realizzato uno studio longitudinale e prospettico aperto in pazienti con diagnosi di ritardo mentale grave e profondo della Clinica per disabili fisici e mentali "l'America Labadí Arce" di Santiago di Cuba nel periodo compreso fra i mesi di gennaio e maggio del 1996. 
Allo studio hanno partecipato 15 pazienti, che costituiscono il 100% degli iscritti alla scuola speciale istituita presso il centro, previa autorizzazione dei genitori o dei tutori degli stessi pazienti (nel pieno rispetto della dichiarazione di Helsinki). 

Criteri di inclusione ed esclusione 

Sono stati inclusi nello studio pazienti con ritardo mentale grave e profondo compensati nella propria patologia di base (epilessia) e sottoposti a trattamento psicopedagogico. Sono stati esclusi i pazienti non compensati. 

Criterio di uscita 

Reazioni indesiderate al trattamento o rifiuto di proseguire nella ricerca espresso da genitori o tutori dei pazienti. 

Evoluzione dei sintomi 

L'evoluzione dei sintomi è stata realizzata settimanalmente tenendo conto del loro miglioramento e della comparsa di nuovi sintomi, con una valutazione successiva globale del comportamento, dell'aggressività, dell'iperattività ecc. 

Valutazione del trattamento 
Repertorizzazione e selezione del rimedio 

Nello studio eseguito sui pazienti sono stati repertortorizzati un totale di 145 sintomi, mentali al 55.1% e fra i quali i più frequenti erano: 
 - irrequietezza 
 - desiderio di compagnia 
 - affettuosità 
 - industriosità 
 - risveglio con malumore 
 - paure (temporali, animali, buio ecc.). 
I sintomi psichici (inclusi quelli relativi all'umore, alla personalità e al comportamento) presenti nella sezione MIND del repertorio sono i più importanti nella gerarchizzazione omeopatica e sono quelli che forniscono maggiori elementi per selezionare il rimedio simile. Nel caso del ritardo mentale, date le caratteristiche del paziente, è di estrema importanza l'osservazione al fine di determinare i sintomi peculiari tipici di ogni paziente. (6) (7) 
Ai fini di questo studio e sulla base dei dati raccolti nella sezione mentale del repertorio, si sono particolarizzati i sintomi mentali connessi a questa patologia per facilitare la continuità dello studio. 
Sono stati selezionati i seguenti rimedi omeopatici: 
di origine vegetale 
Lycopodium, Stramonium, Ignatia, 
di origine animale 
Sepia 
di origine minerale 
Natrum muriaticum 
Sulphur 
Phosphorus 
Baryta carbonica 
Silicea 
In tutti i casi si è utilizzata una 200 CH come dose costituzionale una volta al mese, ad eccezione di Ignatia che è stata somministrata alla 30 CH come complemento a Natrum muriaticum. 

Valutazione dei sintomi 

La valutazione delle modificazioni del comportamento e dell'apprendimento è stata realizzata da una equipe multidisciplinare composta da psicologi, logopedisti e specialisti della riabilitazione prima e dopo il trattamento. Sono stati utilizzati i termini migliorato (nel caso di recessione o cambiamento in positivo dei sintomi), stazionario (nel caso del mantenimento dei sintomi senza cambiamenti) e peggiorato (nel caso di esacerbazione dei sintomi) per esprimere il grado di variazione di detti sintomi. Allo stesso modo ai fini della valutazione della condotta, questa è stata definita normale quando ha mantenuto le caratteristiche proprie del ritardo mentale comuni a tutti pazienti e alterata quando questi limiti sono stati superati e il comportamento ha assunto tratti particolari. 
Prima di iniziare la repertorizzazione sono stati sospesi tutti i farmaci ad eccezione degli anticonvulsivanti per poter eseguire la repertorizzazione con la maggiore accuratezza possibile. 
Nel trattamento sono stati utilizzati i rimedi della SIFRA e del Laboratorio omeopatico della Farmacia Sodini di Firenze in forma di globuli o gocce. 

Risultati e discussione 
Tabella 1: distribuzione dei dati per età e sesso 
Età/sesso Maschile Femm. Totale 
7-9  2    2 
10-12  3  3  6 
13-15  3  4  7 
Totale  8  7  15 

La tabella 1 riflette la composizione dei partecipanti allo studio per età e sesso e mostra una prevalenza dei pazienti compresi fra i 10 e i 15 anni. I bambini sono particolarmente suscettibili alla terapia omeopatica in quanto il loro organismo dispone di capacità di reazione superiori a quelle di un adulto o di un anziano. (3) I dati sono omogenei per quanto riguarda il sesso. 

Tabella 2 - Presentazione dei dati in base alla diagnosi 

Paziente  Tipo di ritardo mentale  Patologia 
1   Ritardo mentale grave  Epilessia con paralisi 
2   Ritardo mentale profondo  Sordomuti 
3   Ritardo mentale profondo  Grave epilessia motoria 
4   Ritardo mentale profondo  Disturbi della glucogenesi 
5   Ritardo mentale profondo  Ipercinesia 
6   Ritardo mentale profondo  Sindrome di Down 
7   Ritardo mentale profondo  Disfunzione cerebrale minima e         epilessia 
8   Ritardo mentale profondo  Megalocefalia 
9   Ritardo mentale profondo  Encefalopatia 
10   Ritardo mentale profondo  Malformazione congenita,          idrocefalo, epilessia 
11   Ritardo mentale profondo  Sindrome di Down 
12   Ritardo mentale profondo  Idrocefalo ed epilessia 
13   Ritardo mentale profondo  Paralisi cerebrale infantile 
14   Ritardo mentale profondo  ---------------------------- 
15   Ritardo mentale profondo  Ipercinesia 

Questa tabella analizza i pazienti secondo il grado di ritardo mentale e la patologia di base. Il ritardo mentale profondo è il più frequente (86.6% pari a 13 pazienti), seguito dall'epilessia (33.3% pari a 5 pazienti). Il ritardo mentale profondo è frequentemente associato a crisi convulsive, paralisi cerebrale e lesioni organiche cerebrali. (4) 
Le possibilità di apprendimento di questi pazienti sono alquanto limitate, lo sviluppo della motricità e del linguaggio è estremamente povero o assente, motivo per cui vengono assegnati a istituzioni sanitarie pubbliche e a scuole speciali. 

Tabella 3 - Valutazione della condotta prima del trattamento 

Valutazione  Attività motoria% Aggressività% Comunicazione affettiva 
normale  6 40  7 46.6   8 53.3 
alterata  9 60  8 53.3   7 46.6 

La tabella 3 riflette la valutazione della condotta dei pazienti effettuata prima del trattamento. Si evidenzia la prevalenza di alterazioni nel comportamento motorio (iperattività) nel 60% dei pazienti, seguite da aggressività in un 53.3% e, in misura minore, da alterazioni nella comunicazione affettiva ( 46.6%). 
A causa delle lesioni organiche presenti in alcuni casi, il ritardo mentale di questi pazienti è di solito associato a turbe comportamentali che richiedono un trattamento farmacologico, come nel caso dei neurolettici per la loro attività antipsicotica. (5) 

Valorazione dei risultati 

Nel 66.6% dei casi (10) si è verificato un aggravamento dei 15 pazienti studiati nella prima settimana successiva alla somministrazione del rimedio, con un graduale miglioramento al procedere della somministrazione. 
Gli altri 5 pazienti (33.3%) non hanno registrato un aggravamento, mentre hanno mostrato un successivo e più lento miglioramento. 
Dopo la somministrazione del rimedio possono presentarsi alcune variabili di risposta al trattamento nelle quali rientrano anche i partecipanti al presente studio. (3) 
Nel 100% dei casi (15 pazienti) si è rilevato un miglioramento dei sintomi repertorizzati. 

Tabella 4 - Valutazione della condotta dopo il trattamento 

Valutazione  Attività motoria% Aggressività% Comunicazione affettiva 
normale  14 93.3% 2  86.6%  11 73.3% 
alterata  1 6.6%  2 13.3%  4 26.6% 

Questa tabella riporta i risultati della valutazione della condotta dopo la somministrazione del trattamento (due mesi dopo). In tutti i parametri esaminati si è osservato un aumento della valutazione di "normalità" con maggiore incidenza nell'attività motoria (93.3%) e nell'aggressività (86.6%). Va segnalato che questo miglioramento è dovuto senz'altro al trattamento omeopatico perché prima dell'inizio del trattamento la somministrazione di neurolettici era stata sospesa, mantenendo come trattamento allopatico solo gli anticonvulsivanti per i casi di epilessia. È da escludere anche l'effetto placebo trattandosi di bambini con profondo ritardo mentale nei quali questo effetto non si produce. 
Si è ottenuta una stabilità di condotta in tutti i 15 pazienti senza necessità di ricorso a sedativi o altri psicofarmaci. 

Tabella 5 - Valutazione psicopedagogica del trattamento 

Valutazione psicoped. Aumento  Staz.   Diminuzione 
Grado di cooperazione 11 73.3% 4 26.6% 
Grado di apprendimento  4 26.6% 11 73.3% 
Sviluppo linguistico  9 60%  6 40% 

La tabella 5 riporta la valutazione psicopedagogica che evidenzia uno sviluppo dell'apprendimento e una maggiore partecipazione alle attività (73.3%). Nel livello di apprendimento si è registrato un miglioramento nel 26.6% dei casi e nello sviluppo del linguaggio nel 60% (9 pazienti). 
Nella misura in cui si riesce a raggiungere la vera similitudine fra il rimedio e la malattia i risultati saranno più evidenti e duraturi, vale a dire prendendo in considerazione l'individualizzazione dell'area energetica (concetto di simillimum), la selezione della potenza e l'eventuale ripetizione della dose, si ottiene un successo terapeutico superiore. (8) 
Nell'analisi di possibili effetti collaterali si è registrato soltanto un aumento dell'appetito e del peso corporeo che, nel caso di questo tipo di pazienti, non deve considerarsi come un effetto negativo. Esso indica infatti un ristabilimento delle capacità reattive dell'organismo e uno stato di equilibrio della sua energia vitale. 

Conclusioni 

1 - Si è dimostrata la fattibilità di un approccio terapeutico omeopatico al ritardo mentale come metodo che determina una migliore qualità della vita nei pazienti con risultati positivi nel 100% dei casi. 
2 - Nello studio in esame si è ottenuto un miglioramento dello stato psichico e della condotta dei pazienti con un incremento nel 73.3% dei casi del grado di cooperazione e nel 60% dello sviluppo del linguaggio. 
3 - Non si sono registrati effetti collaterali negativi nei pazienti trattati con la medicina omeopatica mentre sono diminuite l'iperattività e l'aggressività senza che fosse necessario ricorrere ai neurolettici. 

Bibliografia 

1 - Bolleto sobre homeopatía: MEGASEN. Ministerio de Ciencia, Técnologia y Medio Ambiente. Santiago de Cuba. 
2 - Zhang X: V Congreso de OMHI: Journal of OMHI. Vol. 8#2. 1995. pp. 12-13. 
3 - Granata G: Compendio di omeopatia. Editore Hoepli. Milano, 1994. 
4 - Freedman AM; Kaplan; Sadoch, BI. Tratado de psichiatria. Editorial Cientifíco Tecníca. La Habana, 1955. pp. 1225-1337. 
5 - Achong M et al: Farmacologia Medíca. Tomo II primera parte. Editorial Pueblo y Educación. La Habana, 1989. pp. 151-155. 
6 - Hahnemann SF: Organon, dell'Arte del guarire. VI edizione. RED studio redazionale; Como 1995. p. 47. 
7 - Hoi Bon Hoa J: Compendio de tecníca repertorial y homeopatíca de Kent. Traducido por J. Imbrerechts. Homeopathia Europea. 1995. 
8 - Biolchini J: As practicas homeopatícas. E Ciencia hoje. Vol 7#39. Sociedad de Brasileira para o progreso da Ciencia. Brasil. 1988. pp. 58-63. 

Uso dei rimedi omeopatici nel trattamento della diarrea persistente dei neonati 
J. Acosta Torres, R. Santiesteban Pacheco, O. Rodriguez Gomez, A. Hernandez Borges 

Abstract 
È stato realizzato uno studio clinico in doppio cieco controllato con placebo in fase IV su 50 pazienti neonati, affetti da diarrea persistente, ammessi nel Reparto di Gastroenterologia dell'Ospedale Pediatrico Nord della città di Santiago di Cuba. Si sono somministrati rimedi omeopatici selezionati in base alla repertorizzazione dei sintomi a 25 pazienti e placebo agli altri 25, confrontando i due trattamenti al fine di valutare la loro efficacia. Sono stati utilizzati i criteri di inclusione, eclusione ed uscita, dividendo i pazienti in due gruppi: gruppo studio (trattato con rimedi omeopatici) e gruppo di controllo (trattato con soluzione idroalcolica). Le reazioni dei pazienti sono state valutate con i seguenti criteri: risposta eccellente (eliminazione nelle prime 72 ore), risposta buona (eliminazione tra i 4 e i 7 giorni), risposta regolare (eliminazione in più di 7 giorni). Allo stesso tempo si è eseguita una valutazione dei costi tendendo conto della permanenza dei pazienti in ospedale. 
Sono emerse significative differenze statistiche fra i trattamenti applicati per quanto riguarda la risposta finale. 



Valutazione della risposta finale per gruppo placebo e rimedio omeopatico 
Valutazione  Placebo  Rimedio om.   Totale 
(in giorni)  N. %  N. % 
1-3 Eccellente 11 44  18 72   29 
4-7 Buona  12 48  6 24   18 
+ di 7 regolare 2 8  1 4   3 
TOTALE  25   25    50 

Conclusioni 
Si è dimostrata l'efficacia del metodo omeopatico nel trattamento della diarrea persistente infantile oltre che la sua maggiore economicità comprovata da una riduzione della permanenza in ospedale dei pazienti. 

Trattamento dell'asma bronchiale infantile con rimedi omeopatici 
J. Acosta Torres, R. Santiesteban Pacheco T. M. Cokou 

Il presente studio analizza i risultati ottenuti con il trattamento omeopatico di pazienti asmatici attraverso un test in fase IV controllato con placebo nel reparto per asma bronchiale dell'Ospedale Pediatrico Nord "Juan de la Cruz Martínez Maceira". Da un campione di 50 pazienti selezionati a caso, 25 sono stati trattati omeopaticamente e 25 con placebo nel periodo dal dicembre 1995 all'aprile 1996, allo scopo di riaffermare l'efficacia dell'omeopatia nel trattamento dell'asma bronchiale. I criteri di evoluzione sono stati divisi in tre gruppi: risposta parziale (diminuzione del numero delle crisi e della loro intensità), nessuna risposta (nessuna modificazione rispetto allo stato di partenza) e progressione (peggioramento dei parametri menzionati). La comparazione dei due gruppi esaminati mostra che sono migliorati 22 pazienti (88%) trattati con rimedi omeopatici mentre sono migliorati solo 3 dei pazienti ai quali è stato somministrato un placebo (12%). Il criterio di miglioramento è stato posto in relazione con alcuni aspetti clinici. L'analisi statistica realizzata evidenzia differenze significative tra i trattamenti utilizzati. In conclusione si è dimostrato che il campione formato da bambini affetti da asma ha risposto al trattamento omeopatico.