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Trattamento del dolore delle neuropatie periferiche in soggetti HIV-AB positivi
Zampini L., Casella A., Banfi MC.,
Valsecchi L., Gervasoni C., Niero F., Osio M., Gatto R. Cargnel
A.
II Div. Mal. Inf. Osp. L. Sacco Milano, (1) Clinica Mal. Inf. Osp. L.
Sacco Milano, (2) I Div. Mal. Inf. Osp. L. Sacco Milano, (3) Clinica
neurologica A.O. Osp. L. Sacco Milano, (4) S.I.A. Milano
Obiettivo:
Comparare l' efficacia e la tollerabilità di quattro
differenti approcci terapeutici nel controllo del dolore nella
neuropatia periferica HIV-correlata e valutare possibili markers
neurofisiologici di monitoraggio della patologia neurologica
periferica o di selezione del trattamento.
Materiali e metodi:
Dall' agosto 1997 all' ottobre sono stati arruolati 43 pz. HIV
positivi con dolore di tipo neuropatico e diagnosi EMG di neuropatia
simmetrica distale. I farmaci, utilizzati ciascuno per 30 giorni
secondo un ordine di successione randomizzato, sono stati mexiletina
(MX), L-acetilcarnitina (L-AC), amitriptilina (AT); sono stati
utilizzati 7 agopunti fissi di agopuntura (due sedute la settimana
per 5 settimane). Trentasette pazienti hanno completato l' intero
protocollo: pertanto abbiamo considerato solo i risultati relativi ai
loro trattamenti. L' EMG basale evidenziava32 neuropatie assonali e
miste assonali demielinizzanti e 5 prevalentemente
demielinizzanti.
Risultati:
Gli effetti collaterali dei farmaci sono risultati di lieve
entità, e non hanno richiesto la sospensione eccetto un caso
(disturbi gastrointestinali con L-AC). L' analisi dei dati non ha
evidenziato una maggiore efficacia di un trattamento rispetto agli
altri. Peraltro dall' analisi statistica (t-Student e Coefficiente di
Correlazione) si è rilevato che L-AC e MX riducono il dolore
soprattutto nelle neuropatie con caratteristiche all' EMG basale di
sofferenza assonale o mista assonale demielinizzante (p<0.004) e
che l' efficacia di L-AC è direttamente proporzionale alla
conta dei CD4+ (p<0.001) ed al valore di velocità di
conduzione motoria del n. peroneale (p<0.001) e tibiale
(p<0.003). L' efficacia della terapia con AT è direttamente
correlata alla velocità di conduzione del nervo peroneale
(p<0.0028). La neuropatia di tipo prevalentemente demielinizzante
risponde meglio al trattamento con agopuntura: tale efficacia risulta
inversamente proporzionale all' altezza del potenziale sensitivo del
n. surale (p<0.003) e direttamente correlata alla latenza dell'
onda F. del n. Tibiale (p<0.016). nessun trattamento ha
determinato una significativa variazione dei dati
neurofisiologici.
Conclusioni:
L' efficacia clinica generale dei quattro trattamenti è
risultata sovrapponibile, ma si sono evidenziate differenze
significative a seconda dell' EMG basale.: L-AC appare essere il
trattamento più efficace negli stadi iniziali della neuropatia
assonale o mista con immunità cellulare relativamente
conservata; l' AP pare essere la più indicata nelle forme
prevalentemente demielinizzanti con più gravi segni di
coinvolgimento prossimale dei nervi spinali. Le forme demielinizzanti
trovano beneficio anche dal trattamento con AT.