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Altre comunicazioni
Umar S, Feleke G, Roginsky MS,
Schaffer P; "Effect of dehydroepiandosterone (DHEA) on clinical and
laboratory parameters in female patients with AIDS (FPWA)" [New
York, USA]
Abs 42373.
Obiettivo:
Determinare gli effetti di DHEA (un farmaco ampiamente utilizzato
dai pazienti con AIDS basandosi sui risultati di studi non
controllati) nelle FPWA. Progetto: Prospettico, randomizzato, in
doppio cieco. Metodi: Si sono studiate 29 FPWA agli stadi III-IV del
CDC a cui è stato somministrato giornalmente DHEA 50 mg (16) o
placebo (13) per la durata di 6 mesi. Tutte erano sotto la stesse 3
medicine antiretrovirali (inibitori della proteasi e della
trascrittasi inversa per la durata dello studio e 10 ± 7.72 mesi
prima. I parametri misurati includono uno strumento di Studio dei
Risultati Medici (MOS) come modificato da Bozette et al. ed il peso
corporeo. In laboratorio: carica virale, conta di CD4 e CD8,
citochine che includono IL1-a, IL1-b, IL-1ra, IL-2, TNF-a, IFN-gamma
e IL-6. Sono stati misurati i livelli sierici di ormoni nel percorso
del DHEA, DHEA, DHEAS, andostendione, 17-idrossiprogesterone e
testosterone, così come il cortisolo, estradiolo, IGF-1,
IGFBP-1, transtiretina ed albumina nel siero. Risultati: sono state
osservate differenze significative (media ± DS; intervallo di
confidenza al 95% CI) tra i soggetti che hanno ricevuto DHEA (Rx)
comparati a quelli che hanno avuto placebo (PI) per quanto riguarda:
(i) Aumento del peso corporeo (Rx + 1.36 ± 1.03, PI -1.19 ±
2.68; CI 0.73, 4.39); (ii) Miglioramento su una scala da 1 a 100 per
quanto riguarda: energia (Rx + 8 ± 16.53, PI -12 ± 25.12;
CI 3.08, 35), funzionalità fisica (Rx + 10 ± 17.21, PI
-18 ± 21.97; CI 12.51, 42.43), funzionalità cognitiva (Rx
+ 8 ± 17.87, PI -5 ± 17.87; CI 2.02, 23.24), benessere
emotivo (Rx + 8 ± 14.27, PI -7 ± 15.51; CI 3.72, 26.46) e
percezione del corrente stato di salute (Rx + 2 ± 11.6, PI -8
± 17.72; CI 1.26, 19.40); (iii) Incremento dei CD4/mm3 (Rx + 107
± 115, PI -11 ± 113; CI 30, 206); (iv) Le citochine hanno
mostrato un incremento incluse IL-1ra in pg/ml (Rx + 779 ± 892,
PI -13 ± 467; CI 228, 1356), e TNF-a (Rx + 1.56 ± 1.95, PI
- 0.24 ± 2.14; CI 0.24, 3.36); (v) L'aumento della
attività somatotropica dell'IGF-1 è implicato in un
trend crescente (Rx +19 ±53. PI -16 ±55; CI -6, 76) ed in
una diminuzione significativa in IGFBP-1 (Rx +7 ± 25;PI -18
±19; CI 1, 35). E' stata notata una tendenza ad una carica
virale decrescente nel gruppo attivo, mentre nel gruppo del placebo
era crescente ma non ha raggiunto la significatività.
Conclusioni: DHEA somministrata per via orale per sei mesi dimostra
di riportare ai livelli fisiologici la DHEA ridotta (come nel caso
dell'AIDS), prodotta da FPWA, ed ha effetti benefici sulla conta dei
CD4, peso, e su 5 dei 9 parametri di stato di salute. Il guadagno di
peso osservato potrebbe dipendere dalla attività somatotropica
del IGF-1. E' aumentato anche IL-1ra che ha dimostrato di avere
effetti antiretrovirali sull'HIV. Il TNF-a, che si ritiene abbia
effetti negativi nell'HIV, è aumentato nel gruppo
DHEA.
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Abs 42326. Trial in doppio-cieco controllato con del Deidroepiandosterone (DHEA) in pazienti con infezione da HIV avanzata.
Piketty C., Jayle D., Debuire B., Leplege A., Lebouc Y., Baullieu EE., Kazatchkine MD. "Double blind placebo controlled trial of oral Dehydroepiandrosterone (DHEA) in advanced HIV-infected patients" [Parigi, Francia]
Obiettivo:
I livelli plasmatici del DHEA solfato (DHEA-S) diminuiscono con
la progressione della patologia da HIV. Riportiamo l'efficacia e la
sicurezza del DHEA in pazienti infetti da HIV nello stadio avanzato
in un trial il cui scopo primario era di stabilire gli indici della
qualità della vita. Il trial è stato randomizzato e in
doppio-cieco. A trentadue pazienti sono stati assegnati 50 mg di DHEA
al giorno per 4 mesi (n=14) o un placebo corrispondente (n=18). Ogni
mese, durante il follow-up, sono stati registrati i dati clinici, i
markers surrogati virologici ed immunologici dell'infezione da HIV, i
livelli plasmatici del DHEA-S e la scala sulla qualità della
vita MOS SF-30. Risultati: L'età media dei pazienti è
stata di 40 ± 11 anni. La conta media delle cellule CD4 alla
baseline è stata di 32.5 ± 32.4 x 106/L. Il livello medio
plasmatico del DHEA-S alla baseline è stato di 1.9 ± 1.7
mg/mL. Nel gruppo trattato è stato osservato un aumento
significativo nei livelli del DHEA-S (p<0.01). Nel gruppo trattato
con DHEA è stato osservato un miglioramento significativo
della Salute Mentale della MOS SF-30 (p=0.016, cronback a=0.81).
Durante il follow-up, non è stato notato alcun cambiamento nei
CD4. Durante lo studio non si è verificato alcun effetto
collaterale associato al DHEA. Conclusione: La somministrazione del
DHEA in pazienti infetti da HIV in stadio avanzato è risultata
avere un effetto benefico sulla base della valutazione del punteggio
della funzione mentale della scala per la qualità della vita
MOS SF-30.
Kopansky-Giles D; "Chiropratic care
for HIV/AIDS patients at Wellesley Central Hospital"
[Canada]
Abs 60661.
Problema:
Migliorare l'accessibilità alla cura chiropratica per i
pazienti con HIV/AIDS attraverso l'incorporazione di servizi
chiropratici in un programma di clinica ambulatoriale al Wellesley
Central Hospital (TWCH). Progetto: L'HIV Comunity Advisor Panel del
TWCH ha richiesto che il servizio chiropratico venga fornito come
componente del programma per HIV dell'ospedale per HIV. Il Canadian
Memorial Chiropratic College (CMCC) è stato invitato a
partecipare allo sviluppo del programma con l'obiettivo di gestire
una clinica di insegnamento chiropratico al TWCH. Il programma
è stato sviluppato nel periodo di tre anni, con il contributo
dell'equipe sanitaria per HIV, medici dell'ospedale, fisioterapisti e
dell'Università di Toronto. E' stato costituito un comitato di
coordinamento per occuparsi di ogni questione che sorgeva nella
conduzione della clinica, ed un sub-comitato fra fisioterapisti e
chiropratici per la determinazione delle modalità della
pratica, in modo da evitare duplicazioni di servizi e di sviluppare
un programma di scambio clinico tra le due divisioni. Risultati: Il
programma di chiropratica è stato avviato nel giugno 1996 con
8 addetti che fornivano cura ambulatoriale sotto la diretta
supervisione di un membro della facoltà del CMCC. Tutti i
servizi sono stati forniti in loco. Nel settembre del 1997, visto
l'aumento delle domande per questo servizio, il programma è
stato ampliato a 16 addetti con due supervisori e le ore di servizio
sono state portate ad una clinica aperta sei giorni alla settimana.
Nel primo anno sono stati raccolti i dati per descrivere l'utenza e
il tipo di presentazione clinica. Il livello di soddisfazione dei
pazienti è stato molto elevato e recentemente sono stati
implementati questionari di soddisfazione per quantificare i
risultati. L'analisi dei dati di presentazione clinica dovrebbe
identificare aree per futuri test clinici. Le cure chiropratiche sono
state incluse con successo nel programma HIV/AIDS al TWCH ed hanno
fornito una forma eccellente di terapia complementare per pazienti
con HIV/AIDS. La domanda di cura chiropratica è stata molto
alta, come il livello di soddisfazione dei pazienti. Il programma
è stato ampliato per rispondere alla domanda ed essere
disponibile per gli operatori ospedalieri ed i membri della
comunità. La disponibilità di chiroprati non ha
diminuito l'utilizzo dei servizi fisioterapici del TWCH. Sono in atto
programmi di scambio tra le due discipline.
Gaeta B., Wagale UD., Ghanasavant B.,
Pai PM.. "Effect of holistic approach on the progression of HIV
disease (8 years follow-up)" [Mumbai, India]
Abs 22484.
Obiettivo:
Osservare l'effetto dell'approccio olistico sulla progressione
della patologia dell'HIV. Metodi: Presso il nostro Centro dal 1989
è stato fornito counselling post-test ed educazione su uno
stile di vita sano a 2.760 pazienti HIV positivi. 460 pazienti (17%)
si sono presentati regolarmente alle sessioni di counseling di
follow-up dove sono stati motivati ad adottare stili di vita sani che
comprendevano attitudini positive, esercizi yoga, una dieta
vegetariana equilibrata con supporto vitaminico ed un minimo di
medicine. Nessuno dei pazienti ha ricevuto terapia antivirale. I
pazienti sono stati motivati a smettere di bere, fumare &
masticare tabacco. É stata calcolata la data della
sieroconversione nella trasmissione eterosessuale estrapolando la
media della prima esposizione e la data dell'arruolamento. Sono state
tenute la storia clinica dettagliata ed una cartella mensile sul
peso. Secondo il sistema di classificazione dell'OMS, i pazienti sono
stati suddivisi in 4 stadi: 1) stadio asintomatico, 2) Lieve 3)
Moderata e 4) grave patologia dell'HIV. Nell'anno 1997, è
stata effettuata la conta in 114 casi usando la tecnica
dell'immunofluorescenza e l'anticorpo monoclonale dei CD4. Risultati:
Su 460 pazienti esaminati, il 91% apparteneva al gruppo d'età
15-45 anni, 18 (4%) erano bambini, 82% di sesso maschile e 18% di
sesso femminile. 55% erano coniugati, 42% non coniugati & 3%
vedovi/e e divorziati/e. 65% erano istruiti ed il 35% analfabeti. La
durata dell'infezione era superiore ai 10 anni in 10 casi (2%). Di
questi 10, 9 sono stati infettati attraverso trasfusioni di sangue e
tutti erano allo stadio I. Il 95% dei pazienti con meno di 5 anni di
infezione da HIV e con infezione da HIV da 5 a 9 anni, erano allo
stadio I. Tutti i 18 bambini erano allo stadio I. Il 50% dei bambini
aveva contratto l'infezione da più di 5 anni. Il 75% dei
pazienti ha avuto un aumento di peso tra 2-8 kg, solo il 4% ha
sviluppato tubercolosi. L'85% dei pazienti aveva una conta di CD4
superiore a 500 cellule/mm3. Su sei decessi, solo due sono stati
associati alla patologia dell'HIV, due sono stati accidentali e due
pazienti si sono suicidati. Conclusione: L'avvio di un counseling e
l'adozione di uno stile di vita sano ha ritardato la progressione
dell'AIDS. Questa è probabilmente la miglior alternativa per i
paesi in via di sviluppo in cui i pazienti non possono sostenere
delle terapie antivirali costose.
Maldonado J., Israelski DM., Diamond
S., Chapman A., Koopman C., Gill M., Spiegel D. "Depression and CD4
cell count as predictors of quality of life in HIV-positive persons"
[California, USA]
Abs 24223.
Obiettivo:
Questo studio ha esaminato il rapporto tra depressione e conta
delle cellule CD4 con la qualità della vita (QOL) tra pazienti
HIV positivi. Progetto: Per esaminare il rapporto tra due variabili
indipendenti, depressione e conta delle cellule CD4 e la variabile
dipendente della QOL è stato usato un progetto di ricerca
cross-sezionale. Metodo: Sono stati arruolati 103 soggetti HIV
positivi, 73 maschi e 30 femmine, in uno studio clinico randomizzato
sugli effetti della psicoterapia di gruppo sui comportamenti a
rischio per la salute e sulla QOL. L'età media dei soggetti
è stata di 40 anni, il 47% di essi a basso reddito, 63% di
razza bianca, 25% afro-americani ed il 12% di altre etnie. Alla
metà dei soggetti era stato diagnosticato l'AIDS. Le
misurazioni comprendevano la Center for Epidemiological
Studies-Depression Scale (CES-D), conte delle cellule CD4 attuali, e
la Medical Outcomes Study-HIV (MOS-HIV). Risultati: Nell'analisi
della regressione multipla, è stato riscontrato che la
depressione era significativamente associata ad una salute percepita
come scarsa (Beta = 0.44, R2 adattato = 0.180 , p < 0.0001), al
dolore provato (Beta = 0.35, R2 adattato = 0.106, p < 0.001), alla
difficoltà nel ragionamento e nella soluzione di problemi
(Beta = 0.49, R2 adattato = 0.227, p < 0.0001), dimenticanze (Beta
= 0.40, R2 adattato = 0.144, p < 0.0001), difficoltà a
mantenere l'attenzione (Beta = 0.52, R2 adattato = 0.272, p <
0.0001), difficoltà nella concentrazione e nel pensiero (Beta
= 0.48, R2 adattato = 0.274, p < 0.0001), salute scarsa (Beta =
0.50, R2 adattato = 0.238, p < 0.0001), e ad una salute che limita
le attività sociali (Beta = 0.45, R2 adattato = 0.216, p <
0.0001). Contrariamente, la conta delle cellule CD4 è stata
associata significativamente solo alle attività sociali
limitative la salute (Beta = 0.23, R2 adattato = 0.240, p <
0.014).
Conclusioni:
Piuttosto che alla conta delle cellule CD4, la depressione
è associata alla maggior parte degli indici della
qualità della vita in adulti HIV positivi. Quindi, nelle
persone infette da HIV, l'esperienza di sintomi depressivi da parte
del soggetto è un miglior elemento prognostico di una
qualità della vita scarsa rispetto una conta delle cellule CD4
bassa. Questi risultati suggeriscono che la depressione influenzi
sfavorevolmente la QOL, e che un trattamento efficace della
depressione può migliorare nettamente la QOL in persone
infette da HIV.
Acosta AM., Ri sau Kuen Chan, Jacobs
J. "Massage therapy for the treatment of painful peripheral
neuropathy in HIV+ individuals" [New York, USA]
Abs 42376.
Problema:
I soggetti HIV+ possono presentarsi con problemi di neuropatie
periferiche che non rispondono in maniera adeguata ai trattamenti
farmacologici. Progetto: Soggetti HIV+ con neuropatia periferica
dolorosa al piede, che avevano avuto un miglioramento parziale o
nessun miglioramento dopo trattamento farmacologico (ad es.
analgesici narcotici, antidepressivi triciclici e/o inibitori della
ricaptazione della serotonina) sono stati indirizzati alla terapia
occupazionale (TO) per la gestione del dolore ed il trattamento dal
11/09/95 al 24/10/96. Il trattamento TO è consistito in 8
sessioni di massaggio-terapia e di istruzioni su un programma
domiciliare di massaggio auto-applicato. Per la durata del progetto
non sono stati effettuati cambiamenti nelle medicazioni. E' stato
usato il Brief Pain Inventory (BPI) per misurare la qualità
dell'intensità del dolore /scala:1-10 punti) prima di iniziare
la massaggio-terapia e dopo le 8 sessioni di trattamento. Risultati:
Sette soggetti HIV+ (4 maschi; 3 femmine) con un range
dell'età di 28 a 49 anni (media 39.1) hanno ricevuto 8
trattamenti di massaggio terapia per una media di 58 giorni (range 25
a 126 giorni). Cinque pazienti hanno riferito di un miglioramento con
una diminuzione media del dolore di 3.2 (range: 1 a 7). La conta
media dei CD4 nel gruppo responder è stata di 183 (range:
17-336). Una donna non ha riportato alcuna risposta alla terapia (CD4
= 114) ed un uomo ha riportato un peggioramento del dolore (CD4 =
247). Entrambi i non-responders erano diabetici. Nessuno tra i
responders aveva il diabete. Lezioni imparate: La massaggio terapia
ha ridotto l'intensità della neuropatia periferica del piede
dolorosa in 5 soggetti su 5 non diabetici, HIV+ che in precedenza non
avevano o avevano avuto una scarsa risposta ai trattamenti
farmacologici. Due soggetti diabetici HIV+ non hanno riportato
miglioramento. La massaggio terapia può essere di beneficio
nel trattamento della neuropatia periferica dolorosa in alcuni
soggetti HIV+.
Anuar Ismael Luna Cadena;
"Empowerment process to improve the quality of life of people living
with HIV/AIDS (PWA) [Messico]
Abs 43366.
Problema:
Il processo di empowerment per migliorare la qualità della
vita delle persone che vivono con HIV/AIDS attraverso laboratori
interattivi e partecipativi. Progetto: L'obiettivo dei laboratori
è di creare spazi interattivi e partecipativi per riflettere e
facilitare la discussione. Il progetto dei laboratori ha incluso
tecniche e dinamiche focalizzate su esercizi di ascolto attivo e
intervista strategica. Gli argomenti trattati durante i laboratori
includono: elementi di auto-organizzazione; processi di lavoro in
rete; difesa/esercitare pressione sulle istituzioni; costruzione di
competenze utili nella vita quotidiana (nutrizione, fitness, gestione
dello stress); terapie/farmaci/terapie alternative; relazione
medico-paziente.
Risultati:
Un grande coinvolgimento dei partecipanti nelle attività
del laboratorio per migliorare la qualità della vita, come una
maggiore aderenza alla terapia, miglioramento della dieta, e
discipline sportive. Maggiore interesse in attività
organizzative e di rete, maggior coinvolgimento in iniziative di
attivismo, come la accessibilità dei trattamenti. Lezione
appresa: Senza la presenza di un precedente processo di riflessione
sul proprio futuro, è difficile per le PWA essere coscienti
dell'importanza chiave di prendere il controllo delle proprie vite.
Quando questo processo inizia, per le PWA è possibile
coinvolgersi in attività organizzative, di rete, di difesa, e
di sviluppare capacità per migliorare la propria
qualità della vita.
Ortiz-Torres B, Perez F, Mendez M,
Calderon J, Rosado R, Maldonado N, Perez O; "Evaluating a group
empowerment model for HIV+ gay Puerto Rican men" [San Juan, Porto
Rico]
Abs 24276.
Obiettivi:
Determinare l'efficacia di un intervento di empowerment di gruppo
sulle strategie di ricerca di supporto sociale, reazione, cambiamenti
nella condizione depressiva, inizio e mantenimento di pratiche
sessuali più sicure tra gli uomini HIV+ gay portoricani.
Metodi: Uno studio randomizzato sotto due condizioni (controllo e
trattamento) con monitoraggio in tre occasioni. I partecipanti nelle
condizioni di trattamento seguono un intervento in dodici lezioni che
includono aree come: rivelazione, omofobia, supporto sociale, sesso
sicuro, confronto con la perdita, relazione paziente-medico,
trattamenti alternativi, aderenza alla terapia, supporto sociale e
nutrizionale. Risultati: Le scoperte preliminari indicano che:
c'è un aumento nel consumo di cibi sani, una riduzione del
consumo di alcool e sigarette ed un aumento in attività
fisica. C'è un aumento nell'uso di terapie alternative come
omeopatia e massaggi. Un numero significante dei nostri partecipanti
riporta un maggiore coinvolgimento nel processo decisionale che
riguarda la propria terapia. Nei momenti di controllo i partecipanti
riferiscono una riduzione dei sentimenti di paura e tristezza e della
propria sottovalutazione. Molti dei nostri partecipanti riferiscono
di sentimenti meno vicini ai membri del loro tessuto sociale e meno
soddisfazione nei loro riguardi se comparati con i dati iniziali.
Subito dopo l'intervento, essi riportano che meno persone sono
dipendenti da loro, meno persone chiedono loro di fare cose di cui
non hanno voglia o gli danno aiuto non desiderato. Anche se
all'inizio i partecipanti come gruppo hanno dimostrato livelli
relativamente elevati di pratica di sesso sicuro, alla fine
c'è stato un cambiamento nella varietà di pratiche
sessuali sicure da loro riportate. Conclusioni: Un modello di
empowerment di gruppo per uomini gay sieropositivi portoricani pare
essere una strategia di intervento efficace nella riduzione degli
stati depressivi e nell'incoraggiamento di pratiche
salutari.
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Il trattamento con DNCB in pazienti infetti da HIV conduce a risultati immunologici benefici, riduce la carica virale e migliora gli indici della qualità della vita.
Oracion R., Adams M., Sharp K., Wilson R., Dougherty I., Houpt K., Epstein WL., Cruz P. Jr. "DNCB treatment of HIV-infected patients leads to beneficial immunologic outcomes, reduced viral load, and improves measures of quality of life" Journ Of Invest Dermatol 1998 Apr; 110:476 [USA]
I regimi antiretrovirali che includono gli inibitori della proteasi possono ridurre marcatamente la carica virale in pazienti HIV+, ma hanno un successo inferiore nel miglioramento dello stato immunitario. L'ipersensibilità di contatto fornisce un modello teorico per accrescere la parte cellulare del sistema immunitario e rapporti aneddotici, come anche piccoli studi, hanno riportato che l'applicazione cronica dell'allergene di contatto DNCB può ritardare la progressione all'AIDS. Per valutare l'efficacia e la sicurezza di questo trattamento, abbiamo comparato gli effetti di applicazioni cutanee settimanali di cerotti con DNCB a quelli di un irritante (SLS) ed al veicolo (acetone), in pazienti HIV+ non sensibilizzati in precedenza, in trattamento con inibitori della proteasi per almeno 2 mesi prima dell'arruolamento. Sono stati randomizzati novanta pazienti ai 3 trattamenti con cerotti cutanei e valutati in doppio-cieco ai mesi 0, 4, 8 e 12. La media delle variazioni nei risultati nel tempo è stata analizzata usando misure della varianza e di regressione coassiale proporzionale. I pazienti trattati con DNCB hanno mostrato elevati incrementi nelle conte dei CD4 e dei linfociti T dei CD8 periferici (180 e 500 cellule/mI, rispettivamente) e nei punteggi della reattività cutanea a 3 Ag. Questo accrescimento immunitario è stato affiancato da una riduzione significativa della carica virale HIV plasmatica e da un miglioramento in 3 misure su 10 per la qualità della vita (salute generale, salute cutanea e capacità di prendersi cura di sé stessi). Contrariamente, i pazienti trattati con SLS o acetone non hanno mostrato cambiamenti o hanno evidenziato deterioramento in questi parametri. A parte irritazioni cutanee locali causate dall'applicazione dei cerotti, non vi sono stati ulteriori effetti collaterali. I nostri risultati rappresentano la prima validazione controllata, randomizzata, in doppio-cieco degli effetti benefici di applicazioni settimanali di DNCB in pazienti HIV+. Il DNCB topico è un'aggiunta sicura e valida al trattamento di questi pazienti.