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LINEE GUIDA IN FITOTERAPIA
S. Miniato (Pisa), 31 Ottobre 1998
LE RACCOMANDAZIONI DELL' ANMFIT

La fitoterapia non può essere considerata che un aspetto della medicina scientifica, in quanto consente di utilizzare piante medicinali e derivati per le loro proprietà farmacologiche in relazione ai costituenti chimici presenti. Non segue particolari filosofie e non utilizza metodologie diverse da quelle della medicina scientifica. Talora risulta terapia sufficiente alla risoluzione della patologia, anche se spesso integra altre forme di terapia (chirurgica, medica, fisica, ecc.), offrendo pertanto al medico ulteriori opportunità terapeutiche. Deve essere basata sullevidenza scientifica.
1. Terminologie da abbandonare
Il medico deve abbandonare tutte le terminologie fuorvianti, imprecise o parziali, con le quali spesso si vuol rappresentare e definire limpiego a scopo terapeutico e/o preventivo delle piante medicinali e derivati:
Fitomedicina: termine improprio perché lascia intravedere "unaltra" medicina
Medicina dei semplici: termine caro alla medicina popolare, in realtà i fitoterapici sono molto complessi nella loro composizione, farmacocinetica e farmacodinamica
Medicina dolce: dal punto di vista organolettico i fitoterapici sono tuttaltro che dolci. Il termine è poi certamente improprio quando lo si utilizzi al fine di sottolineare la non aggressività e la non pericolosità di questa terapia
Medicina erboristica/erboristeria medicinale termini caratteristici della medicina popolare, fuorvianti
Medicina alternativa: non esiste alternativa diagnostica o terapeutica tra la fitoterapia e la medicina scientifica
Medicina non convenzionale/ medicina complementare: sono invece definizioni relative e quindi parziali.
Naturopatia: termine generico che alimenta confusione, in quanto vorrebbe significare qualsiasi forma di terapia "naturale" praticata anche da personale non medico, sotto forma di "consigli alimentari", di regole di vita salutare e di prodotti naturali consigliati come medicamenti.
2. Richiamo alle norme vigenti
Il medico deve sempre attenersi alle normative vigenti, ed in particolare:
a) D. L.vo 178 del 29.5.1991 e D.L.vo 44 del 18.2.1997
Art. 1 - Medicinale è ogni sostanza o composizione presentata come avente proprietà curative o profilattiche, nonché ogni sostanza o composizione da somministrare alluomo allo scopo di stabilire una diagnosi medica, o di ripristinare, correggere o modificare funzioni organiche.
b) Codice deontologico
Art. 12 - Al medico è riconosciuta piena autonomia nella scelta, nella applicazione e nella programmazione di ogni presidio diagnostico e terapeutico, anche in regime di ricovero.
Le prescrizioni ed i trattamenti devono essere ispirati ad aggiornate e sperimentate acquisizioni scientifiche, a fine delluso appropriato delle risorse, sempre perseguendo il beneficio del paziente. Il medico è tenuto ad una adeguata conoscenza della natura e degli effetti dei farmaci, delle loro indicazioni, controindicazioni, interazioni e delle prevedibili reazioni individuali, nonché delle caratteristiche di impiego dei mezzi diagnostici e terapeutici, e deve adeguare, nellinteresse del paziente, le sue decisioni ai dati scientifici accreditati e alle evidenze metodologicamente fondate. .
Sono vietate ladozione e la diffusione di terapie segrete, e di presidi diagnostici non provati scientificamente o non supportati da adeguata sperimentazione e documentazione clinico-scientifica, nonché di terapie segrete.
In nessun caso il medico dovrà accedere a richieste del paziente in contrasto con i principi della scienza e coscienza allo scopo di compiacerlo, sottraendolo alle sperimentate ed efficaci cure disponibili.
Art. 13 - La potestà di scelta di pratiche non convenzionali nel rispetto del decoro e della dignità della professione, si esprime nellesclusivo ambito della diretta e non delegabile responsabilità professionale, fermo restando comunque, che qualsiasi terapia non convenzionale non deve sottrarre il paziente a specifici trattamenti di comprovata efficacia e richiede lacquisizione del consenso.
3. Requisiti dei fitoterapici
I fitoterapici devono rispondere ai criteri di qualità, sicurezza ed efficacia previsti per il farmaco.
Importante e significativa è del resto listituzione del "EMEA AD HOC WORKING GROUP ON HERBAL MEDICNAL PRODUCTS".
In particolare l ANMFIT raccomanda luso di fitoterapici :
(secondo quanto previsto dalle Farmacopee nazionali e dalla Farmacopea europea)
4. Forme estrattive idonee
Il medico deve conoscere le diverse forme estrattive delle piante medicinali, affinchè possa utilizzarle razionalmente alla luce delle conoscenze scientifiche e non tanto della tradizione popolare, potendo del resto ottenere dalla stessa pianta farmaci completamente diversi (v. Allegato A).
Fitoterapici sono del resto presenti e disponibili in specialità farmaceutiche registrate, preparazioni magistrali, o integratori notificati al Ministero della Sanità, così come del resto in "alimenti" o "prodotti erboristici" spesso privi dei requisiti.
Diventa pertanto sempre più indispensabile una regolamentazione ed adeguamento della legislazione al fine di prevedere anche la registrazione semplificata.
5. Prospettive legislative
Importante lattenzione che i medici, ed in particolare la FNOMCEO, devono prestare a tutte le proposte legislative in tema di medicine non convenzionali, ed in particolare sul Progetto di legge sulla Regolamentazione del settore erboristico, attualmente in discussione alla Commissione Affari Sociali della Camera.
Il suddetto progetto di legge, così come oggi è formulato, rischia infatti di consentire, per legge, la preparazione, la dispensazione e luso di piante medicinali anche al di fuori della farmacia e della prescrizione medica, in quanto verrebbero inserite nella categoria dei "prodotti erboristici".
Si auspica pertanto una normativa specifica per i fitoterapici.
6. Monitoraggio delle reazioni avverse
Fondamentale è stata lintroduzione del concetto di "Farmacovigilanza in fitoterapia" (Firenzuoli, 1995) perché da sempre è stato erroneamente ritenuto il prodotto naturale "buono e non pericoloso" per definizione, mentre invece, come per tutti i medicinali, anche per i fitoterapici sono possibili effetti collaterali, effetti tossici, reazioni allergiche, interferenze farmacologiche, ecc.
E non solo al medico è dovuta le segnalazione la segnalazione delle eventuali reazioni avverse, per le quali sono utilizzabili le schede di segnalazione previste dal Ministero della Sanità, integrate con le voci relative ai fitoterapici, da inviare al Servizio Farmaceutico della Azienda USL di competenza, come previsto dalla legge (v. Allegato B).
7. Abusivismo
Al fine di garantire il rispetto ed il riconoscimento della professionalità e del ruolo del medico in relazione alla pratica della fitoterapia, si raccomanda la segnalazione al proprio Ordine dei casi di esercizio abusivo della professione medica
8. Formazione
Tutti i medici possono prescrivere fitoterapici, alcuni peraltro utilizzabili anche nell automedicazione, ed ogni medico dovrebbe avere conoscenze, pur elementari, relative alla chimica, farmacologia e tossicologia delle piante medicinali e derivati.
Essendo al momento totalmente carente la formazione durante il Corso di laurea in Medicina, si consigliano corsi qualificati, organizzati e gestiti dagli Enti istituzionalmente preposti, al fine di una adeguata formazione teorico-pratica post-laurea. Si raccomanda anche una costante attività di aggiornamento professionale.
L ANMFIT propone anche che la FNOMCeO stabilisca criteri generali per laccreditamento del medico fitoterapeuta.
9. Ricerca
Il medico, anche collaborando con le strutture preposte, promuova e partecipi a protocolli di ricerca clinica in fitoterapia, secondo i criteri della metodologia scientifica. Le pubblicazioni dei dati dovrebbero avvenire su riviste scientifiche accreditate.
10. Educazione
Si raccomanda al medico di contribuire per una corretta informazione ed educazione del paziente circa limpiego dei cosiddetti "prodotti naturali", essendo a questo proposito particolarmente diffusa la pratica dell automedicazione non controllata. Relativamente allassunzione di fitoterapici infatti possibili sono i fenomeni di abuso o di uso improprio; così come limpiego di forme estrattive non idonee o di prodotti vuoti di principi attivi, oppure addirittura contenenti piante potenzialmente tossiche.
Empoli, 31 Ottobre 1998
ANMFIT
Dr. Fabio Firenzuoli - Presidente
Dr. Mauro Batisti - Segretario
Dr. Sergio Balatri
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