Gli infettivologi e le medicine non convenzionali

Adamoli R, Durante A, Pascale R. (Centro Poiesis della Fondazione Exodus). Conoscenze e modelli operativi di 83 specialisti in infettivologia rispetto le terapie non convenzionali utilizzate dai loro pazienti. Una ricerca presso le divisioni di M.I. degli ospedali Sacco, Niguarda e San Raffaele di Milano. XIII Convegno AIDS e Sindromi Correlate, Roma 26-29 Novembre 1999. Abstract book pag. 42

Obiettivo. Indagare conoscenze, esperienze, opinioni e modelli di comportamento rispetto le TnC da parte degli specialisti in infettivologia delle Divisioni di Malattie Infettive (DMI) di Milano.
Setting e metodo. Ricerca realizzata tramite questionario anonimo autocompilativo proposto ai 118 specialisti in infettivologia (M-SI) delle DMI degli ospedali Sacco (I^, II^, III^ div.), Niguarda e San Raffaele (maggio-giugno 1999).
Risultati.Hanno aderito alla ricerca 83 medici (70%). Le TnC. Il 72% ritiene che le TnC utilizzate da PVcHA andrebbero maggiormente studiate; il 61% che il corso di laurea in medicina dovrebbe prevedere una formazione sulle principali TnC. Il 68% dice di conoscere TnC usate da PVcHA; il 31% si è informato per proprio interesse. Il 31% non conosce nessuna delle 105 TnC indicate nel questionario; il restante 69% ne conosce una media di 8. Secondo i M-SI sulle TnC l’infettivologo dovrebbe essere: informato (64%), formato (12%), affiancato, quando serve, da un medico di TnC (10%). Per il 14% non dovrebbe si riservare alcuna attenzione a queste terapie. All’87% dei medici interessa ricevere informazioni sulle TnC. Rapporto con le TnC. La maggioranza dei M-SI (89%) contrasta le TnC solo se utilizzate in alternativa alle HAART. Solo il 16 % dei M-SI ritiene che, anche dopo l’introduzione delle HAART, la maggioranza degli users di TnC non utilizzano terapie convenzionali (questo è risultato correlato con l’occuparsi da meno tempo di AIDS e con la non conoscenza di TnC -p<0.05); solo il 18% ritiene che le TnC allontanano dalle HAART. Rapporto medico-paziente. Il 60% ha avuto l’esperienza di essere consultato da alcuni pazienti prima che questi utilizzassero TnC. Solo il 10% chiede sistematicamente ai pazienti se utilizzano TnC, il 23% lo fa in alcuni casi. Il 37% ha registrato casi di tossicità, nel 61% anche grave. I medici, dall’osservazione dei pazienti, ritengono che le TnC potrebbero essere utili contro sintomi (51%), effetti collaterali (29%), astenia e anergia (22%) e per potenziare il sistema immunitario (16%). Collaborazione. Il 77% ritiene possibile la collaborazione con terapeuti di TnC (T-TnC) e questa opinione è risultata correlata al genere (85% per le donne vs 64%; p<0.05), all’adesione ad associazioni di lotta contro l’AIDS (100% vs 70%; p<0.05), all’anno di laurea (in crescita progressiva dal 50% al 90%; p<0.05), all’aver preso informazioni sulle TnC (88% vs 11%; p<0.05) e al ritenerle complementari (p<0.05). Poco più della metà (53%) ha avuto rapporti professionali con T-TnC, il 12% è stato contattato da T-TnC, il 24% li ha contattati e al 19% dei M-SI alcuni pazienti hanno chiesto di entrare in contatto con il proprio T-TnC.
Conclusioni. Per la maggioranza dei medici le TnC non allontanano dalle HAART. Per una parte significativa di medici le TnC sono complementari e potrebbero essere utili in determinate e specifiche situazioni; situazioni che potrebbero rappresentare la base per prime esperienze di collaborazione e sperimentazione. Lo scarto fra la disponibilità e la realtà della collaborazione dovrebbe essere maggiormente indagato. [ISS Grant 60A/2.7]

 

Il pensiero dei medici convenzionali e non a confronto

Adamoli R, Durante A, Pascale R* e Lazzarin A, Maillard M.#. Conoscenze e modelli operativi di medici di terapie convenzionali (M-TC) e non convenzionali (M-TnC) a confronto. Una ricerca presso la divisione di M.I. dell'ospedale S. Raffaele (DMI-SR). XIII Convegno AIDS e Sindromi Correlate, Roma 26-29 Novembre 1999. Abstract book pag. 43
*Centro Poiesis-Fondazione Exodus Milano; 
#Div.ne Malattie Infettive Ospedale S. Raffaele Milano

Obiettivi: Ottenere dati preliminari sulle diverse conoscenze, esperienze e modelli operativi dei medici di terapie convenzionali (M-TC) e non convenzionali (M-TnC) che seguono pazienti con HIV e AIDS.
Metodo: 15 M-TC della Divisione di Malattie Infettive dell’Ospedale S. Raffaele di Milano (DMI-SR) e 15 M-TnC (segnalati da pazienti della DMI-SR nel corso di una ricerca sulle TnC) hanno accettato di compilare un questionario sulle TnC i cui risultati sono stati confrontati.

M-TC e M-TnC a confronto M-TC
n=15
M-TnC
n=15
Richiesta Info su TnC 80% 100%
Collaborazione possibile 67% 93%
M-TC e M-TnC possono interagire positivamente 60% 61%
Le TnC andrebbero maggiormante studiate 61% 86%
Hanno esperienza di paz. che usano TC (i M-TnC) e TnC (i M-Tc) 93% 100%
Con HAART molti più users di TnC usano TC 64% 77%

Risultati. Principali riferimenti diagnostici e obiettivi del trattamento. Su scala visuale da 0 a 10 è stato chiesto ai medici di dare un punteggio di priorità a determinati esami di laboratorio e clinici al fine di considerare lo stato di salute del paziente e gli obiettivi prioritari dei trattamenti. Dal confronto dei dati è emersa una sostanziale convergenza e, dove i dati si differenziavano questo era peculiare dei diversi obiettivi postisi dai medici. Il 93% dei M-TnC si aggiorna su immunologia e virologia dell’infezione da HIV; il 93% chiede sempre ai pazienti di vedere esami immunologici e virologici. Conoscenza delle TnC. Come illustrato in tabella sia M-TC che M-TnC chiedono maggiori informazioni sulle TnC. Su 105 TnC indicate nei questionari i M-TC conoscono una media di 12 TnC; le terapie maggiormente prescritte da M-TnC risultano essere melaleuca a. (47%), antiossidanti, echinacea p., agopuntura (40%), zinco, selenio, vitamina C e E (33%) conosciute rispettivamente dal 0%-53% dei M-TC. Modelli operativi sulle TnC e sulle TC. Quando le TnC non vengono assunte in alternativa alle TC i M-TC ritengono che si tratta di una libera scelta del paziente e non le contrastano (57-71%); solo il 13% dei M-TC ritiene che le TnC allontanino dalle HAART. Le TnC nelle persone sintomatiche sono considerate complementari alle TC dal 72% dei M-TnC e le TC non vengono contrastate da un altro 14% (tot=86%). Le HAART hanno modificato l’atteggiamento dei M-TnC che hanno preso atto dei risultati (79%); il 100% dei M-TnC hanno pazienti che assumono HAART. I M-TnC prescrivono TnC prevalentemente per: trattare mal. HIV-correlate non gravi (candida orale, herpes etc), potenziare complessivamente il sistema immunitario (93%), trattare effetti collaterali TC (86%), migliorare qualità della vita e livello energetico (71%); inoltre sconsigliano di utilizzare le loro terapie o affermano di ritenerle complementari alleTC in presenza di gravi MO (92%) e se le condizioni del paziente sono in declino (61%). Sia M-TnC che M-TC hanno rilevato episodi di effetti collaterali, tossicità e interazioni delle TnC. Possibilità di collaborazione. Come si vede in tabella la maggioranza dei medici ritiene che questa sia possibile e positiva, ma solo poco meno della metà dei M-TC (47%) e la maggioranza dei M-TnC (87%) ne ha avuto esperienza.
Discussione: Solo una minoranza di medici di ambedue le esperienze terapeutiche mantiene una posizione di contrasto. Da questa ricerca emerge che la sperimentazione di una maggiore collaborazione fra M-TC e M-TnC è necessaria e possibile. [ISS Grant 60A/2.7]

 

Utilizzo delle terapie non convenzionali: ricerca presso un ospedale

Adamoli R, Durante A, Pascale R* e Lazzarin A, Maillard M.#. Utilizzo delle Terapie non Convenzionali e rapporto medico-paziente: una ricerca su 584 afferenti alla divisione di M.I. dell'Ospedale San Raffaele di Milano.XIII Convegno AIDS e Sindromi Correlate, Roma 26-29 Novembre 1999. Abstract book pag. 23
*Centro Poiesis- Fondazione Exodus Milano; 
#Div.ne Malattie Infettive Ospedale S. Raffaele, Milano

Obiettivo: rilevare la frequenza d’utilizzo delle TnC e notizie inerenti il rapporto medico-paziente.
Metodo e setting: distribuzione consecutiva (febbraio/marzo 1999) di 1.000 questionari anonimi autocompilativi alle persone afferenti all’ambulatorio della Divisione di Malattie Infettive dell’Ospedale San Raffaele di Milano.
Risultati: sono stati compilati e consegnati 584 questionari (58%). La coorte formatasi è risultata composta nel 70% dei casi da uomini e nel 30% da donne; la maggior parte dei quali era collocabile nella fascia d’età 35-44 anni. Le TnC erano utilizzate complessivamente (passato e/o presente) dal 28.5% delle persone, nel solo passato dal 26% e nel presente dal 16%. Se a questo 16% aggiungiamo l’assunzione di vitamine autoprescritte o prescritte da un terapeuta di TnC la frequenza d’utilizzo (per il presente) passa al 29%. Il 19% ha assunto e/o assume TnC per via orale; il 32% se consideriamo anche le vitamine autoprescritte o prescritte da un teraputa di TnC.  Le terapie maggiormente utilizzate sono risultate essere rispettivamente nel passato e nel presente: omeopatia (49%; 15%), multivitamine (28%; 40%), fitoterapia (20%; 13%), nutrizione (19%; 29%). agopuntura (18%; 1.5%). In passato le TnC sono state abbandonate per problemi economici (49%), inefficacia (37%) ed effetti collaterali (7%). Fra gli attuali utilizzatori l’85% le utilizza con regolarità, il 93% afferma di trarne beneficio e il 91% di essere da moderatamente a molto soddisfatto. Solo il 40% è seguita da un medico. L’utilizzo di TnC è risultato essere correlato ad una formazione scolastica superiore e universitaria (p<0.05), all’adesione ad Associazioni di lotta contro l’AIDS (p<0.05), ad una più avanzata progressione della malattia e alla presenza di malattie opportunistiche. Il 79% ha informato l’infettivologo che assume TnC che, nella maggior parte dei casi, ha reagito senza interesse (61%) e nel 35% manifestando attenzione. Il 52% afferma che sarebbe importante un rapporto fra l’infettivologo e il teraputa di TnC (il 31% non risponde a questa domanda), ma solo il 9% ha proposto questo all’infettivologo e il 5% al terapeuta di TnC che, nella maggior parte dei casi, hanno rifiutato.
In questa coorte l’88% è risultato essere in trattamento antiretrovirale e non sono emerse differenze statisticamente significative (p>0.05) per quanto concerne l’utilizzo di terapie antiretrovirali e la compliance; evidenziandosi così un’assunzione complementare alle terapie convenzionali. Gli Users hanno utilizzato maggiormente in passato il trattamento antiretrovirale (p<0.05). Per 489 persone erano disponibili i dati relativi ai CD4 e alla CV ed è stato quindi possibile isolare un gruppo di 40 persone trattabili (CD4 mm3 <500 e/o CV <5-10.000) secondo le linee guida della CNA, ma non in trattamento. In questo sottogruppo non è emersa alcuna differenza statisticamente significativa (p>0.05) fra Users e nonUsers.
Conclusioni: Si registra una diminuzione del riscorso alle TnC secondo modelli d’utilizzo maggiormente orientati a nutrizione e multivitamine, piuttosto che verso TnC più strutturate (omeopatia, agopuntura etc). Le TnC non sono risultate responsabili di un allontanamento dalle terapie antiretrovirali e si è evidenziato un utilizzo complementare. Particolarmente difficile sembra essere ancora il rapporto medico-paziente relativamente alle TnC. Gli Users auspicano una maggiore collaborazione fra infettivologo e terapeuta di TnC, ma solo in una minoranza dei casi questo si realizza. [ISS Grant 60A/2.7]

 

Italia: terapie complementari in HIV/AIDS

Agnoletto V, Hollander L, Calvi G, Pascale R, Serragli L, Leaci G, Leaci J, Bassani C, "SIDARTHA- Studio Italiano Delle Associazioni - Ricerca su Terapie Complementari in HIV/AIDS -  Patterns of complementary treatments use". XII Int Conf AIDS 1998. Abstracts Book, Abs 42378

Questo studio epidemiologico è stato condotto in Italia da parte di 5 organizzazioni non governative ed è stato finanziato dall'Istituto Superiore di Sanità. Allo studio hanno partecipato 1312 persone che vivono con HIV e AIDS (PVcHA) che hanno risposto ad un questionario anonimo e autocompilativo distribuito presso ospedali ed associazioni di lotta contro l’AIDS. Le caratteristiche demografiche e cliniche del campione sono risultate essere corrispondenti alla realtà italiana delle persone che vivono con HIV. Dallo studio è emerso che il 36.1% degli intervistati utilizzava, aveva utilizzato o era intenzionato ad utilizzare terapie complementari. Le terapie maggiormente utilizzate includevano: vitamine/antiossidanti (19.2%), omeopatia (17.9%), tecniche mentali (12.5%), rimedi erboristici (11.5%). Gli utilizzatori di terapie complementari hanno riportato senso di benessere (39%), riduzione dello stress (26.9%), miglioramento della resistenza agli sforzi (23.5%), appetito (23%) etc. I risultati sul piano della sicurezza sono risultati essere soddisfacenti. Gli autori concludono affermando che le terapie complementari sono uno strumento considerato valido dalle PVcHA; che l'utilizzo delle terapie complementari è risultato essere sostanzialmente complementare alle terapie antiretrovirali e focalizzarsi principalmente sui sintomi delle malattie connesse all'HIV, sugli effetti collaterali delle terapie convenzionali e sula qualità della vita.

ALTRE RICERCHE E DOCUMENTAZIONE
Sull'utilizzo delle Terapia Non Convenzionali in Italia da parte delle persone con HIV