Massaggio e agopuntura in persone con HIV
Henrickson M. Clinical outcomes and patient perceptions of acupuncture and/or massage therapies in HIV-infected individuals. AIDS Care 2001 Dec;13(6):743-8
In questa ricerca tutti i partecipanti hanno avuto uguale opportunità di accedere alla terapia HAART e agli altri trattamenti standard anti-HIV. I gruppi di trattamento prevedevano tre tipologie di intervento: sola agopuntura (n = 8), solo massaggio (n = 34) e agopuntura più massaggio (n = 21). Le misure pre-trattamento e post-trattamento sono state comparate all'interno dei gruppi e fra i gruppi. Per analizzare i risultati sono stati impiegati metodi statistici non parametrici. Rispetto ai gruppi non trattati, nei gruppi in trattamento è stato rilevato un incremento della conta dei CD4 fra i valori pre e post-trattamento. I partecipanti alla ricerca hanno inoltre espresso nel corso di interviste apprezzamento per i trattamenti. I risultati di questa ricerca sono stati presentati dal direttore della "HIV Division, Northeast Valley Health Corporation", Panorama City, California, USA.
Il massaggio fa bene ai bambini sieropositivi
Diego MA, Field T, Hernandez-Reif M, Shaw K, Friedman L, Ironson G. Hiv adolescents show improved immune function following massage therapy. Int J Neurosci 2001 Jan;106(1-2):35-45
Adolescenti sieropositivi (CD4 =466 mm3) sono stati reclutati in un ambulatorio universitario cittadino e sono stati randomizzati per ricevere una terapia di massaggio (n=12) o di rilassamento muscolare progressivo, due volte la settimana per 12 settimane. Per stabilire gli effetti del trattamento, i partecipanti sono stati testati per depressione, ansia e cambiamenti immunitari, prima e dopo le 12 settimane. Al termine della dodicesima settimana gli adolescenti che ricevevano il massaggio, in confronto a quelli che ricevevano la terapia di rilassamento, riferivano di essere meno ansiosi e meno depressi e mostravano una funzione immunitaria aumentata. Le variazioni immunitarie includevano un numero aumentato di NK (CD56) e CD56+CD3-. Inoltre, alcuni markers di progressione della malattia, quali il rapporto CD4/CD8 e il numero di CD4 mostravano un aumento solo per coloro che erano sottoposti a terapia con massaggio. Studio realizzato dal “Touch Research Institutes, University of Miami School of Medicine” e “Nova Southeastern University”, USA.
Esercizio fisico e immunità
Mackinnon LT. “ Future directions in exercise and immunology: regulation and integration “ Int J Sports Med 1998; 19: 205-211
Nonostante sia difficile predire direzioni future in un’area che si espande rapidamente come l’immunologia dell’esercizio, la ricerca pubblicata recentemente permette di porre alcune domande chiave che possono indicare nuove direzioni: 1) Gli atleti sono immunocompromessi? Gli atleti non mostrano un’immunodeficienza clinica, anche se gli atleti che praticano esercizi di resistenza sono esposti ad un maggior rischio di malattia. Per capire la relazione tra infezione, le variabili d’esercizio ed i parametri immunitari sono necessari studi prospettici a lungo termine. 2) La riduzione dell’immunità aspecifica è benefica o dannosa? Negli atleti, i neutrofili appaiono essere ridotti e questo può alterare la resistenza alla malattia. Diversamente, i neutrofili sono mediatori del danno al tessuto durante l’infiammazione. La riduzione della funzione dei neutrofili può essere protettiva, limitando l’infiammazione cronica. Negli atleti, una lieve immunosoppressione può rispecchiare il compromesso tra il tentativo dell’organismo di limitare l’infiammazione mentre mantiene la funzione immunitaria. 3) Quale fattore media la comunicazione tra gli eventi nel muscolo scheletrico e nel sistema immunitario? La mobilità leucocitaria durante l’esercizio è colpita da fattori metabolici e meccanici. L’esercizio incrementa i livelli delle citochine nel muscolo scheletrico danneggiato e l’espressione delle molecole d’adesione. È probabile che il lavoro futuro si focalizzi sul ruolo delle citochine e delle molecole d’adesione nella mediazione delle variazioni nella mobilità leucocitaria esercizio-indotta. 4) Può l’esercizio fornire una “contromisura” contro gli eventi immunosoppressivi? Un allenamento moderato può avere un ruolo nella stimolazione del sistema immunitario durante alcune malattie (ad es. infezione da HIV), disfunzioni immunitarie (ad es. sindrome da affaticamento cronico) o reattività ridotta (ad es. invecchiamento). È inoltre probabile che studi futuri applicheranno tecniche di biologia molecolare per identificare ulteriormente i meccanismi con cui gli esercizi influenzano le funzioni immunitarie.