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Epatotossicità da kava-kava (da l'Erborista - Gennaio 2002)

 

SOMMARI

 

L'assunzione di Sutherlandia è sicura

Dati disponibili online nel sito "South Africa Health Info": www.sahealthinfo.org .

In questi ultimi anni sono state attivate una serie di ricerche sulla Sutherlandia frutescens (sub-specie Microphylla), una pianta sudafricana poco nota in occidente. Utilizzata tradizionalmente dalle popolazioni locali è anche conosciuta come "cancerbush" per le sue attività terapeutiche, essendo stata utilizzata tradizionalmente per migliorare la qualità della vita nelle persone con tumore. Su questa pianta sono stati pubblicati pochi dati pre-clinici e nessun dato clinico controllato. La pianta ha destato particolare interesse per la corrispondenza fra i report aneddotici e la presenza di principi attivi di particolare interesse come L-canavanina (2.2 mg/gr nelle foglie), GABA, pinitolo, SU1 e altri ancora. La L-cavanina ha proprietà antitumorali e antivirali (anche contro retrovirus); il pinitolo ha proprietà antidiabetiche e può avere applicazioni nel trattamento della "wasting syndrome" nelle persone con tumore e AIDS; SU1 è invece un glucoside triterpenoide attualmente sottoposto ad intensa ricerca; infine, la pianta contiene in alcune sue parti 14 mg/gr di GABA (acido y-aminobutirrico), circostanza che suggerisce possa agire su ansia, stress e sull'umore in generale. L'insieme di queste evidenze ha generato una particolare attenzione per i possibili utilizzi in oncologia e nel miglioramento della qualità della vita in persone con AIDS (umore, energia, appetito, peso etc). Recentemente è stato attivato da parte della divisione IKS (Indigenous Knowledge Systems Division) del MRC (Medical Research Council) del Sud Africa un dettagliato e articolato piano di studio. La prima tappa di questo piano di studio è la valutazione della sicurezza. La sicurezza della pianta è testimoniata dal fatto che, a fronte di un diffuso utilizzo popolare, non sono mai stati segnalati episodi di tossicità. In aggiunta al dato popolare e allo scopo di ricavare un dato scientifico ottenuto in ambiente controllato è stato disegnato un apposito studio su animali. Lo studio è stato realizzato presso il MRC e ha visto il coinvolgimento di 16 scimmie vervet suddivise in quattro gruppi [controllo, dosaggio raccomandato (DR), 3 volte il DR, 9 volte il DR] e sottoposte a trattamento per tre mesi. Il dosaggio raccomandato nelle persone è di 9 mg/kg die (estratto secco ricavato dalle foglie). Sono state valutate oltre 50 variabili chimiche, ematochimiche, fisiologiche e relative al comportamento animale e non è stata rilevata alcuna traccia di tossicità, anche al dosaggio 9 volte superiore a quello terapeutico.

Omeopatia ed effetti avversi

Dantas F; Rampes H. Do homeopathic medicines provoke adverse effects? A systematic review. Br Homeopath J 2000 Jul;89 Suppl 1:S35-8

Nel corso di questa ricerca è stata presa in considerazione la sicurezza dei rimedi omeopatici. Sono stati valutati criticamente i reports sugli effetti avversi pubblicati in inglese tra il 1979 e il 1995. Si è trattato di una revisione sistematica della letteratura riguardante gli effetti avversi dei rimedi omeopatici, identificati utilizzando le basi di dati elettroniche, la ricerca su cartaceo, revisionando la bibliografia degli studi e altri articoli importanti, contattando le compagnie farmaceutiche omeopatiche e le agenzie di controllo sui farmaci in Usa e UK e comunicando con esperti in omeopatia. Risultati. L’incidenza media degli effetti avversi dei rimedi omeopatici è maggiore del placebo nei trias clinici controllati (9.4/6.1), ma gli effetti erano minori, transitori e paragonabili. E’ stata rilevata una vasta incidenza di effetti patogenetici in volontari sani che assumevano rimedi omeopatici, ma la qualità metodologica di questi studi era generalmente bassa. Resoconti aneddotici di effetti contrari in pubblicazioni omeopatiche non erano ben documentati e soprattutto riportavano aggravamenti di sintomi normali. I resoconti di casi in riviste mediche convenzionali puntavano più su effetti contrari di prodotti erroneamente etichettati come omeopatici, che non di veri prodotti omeopatici. Conclusioni degli autori della review: i rimedi omeopatici in elevate diluizioni, prescritti da professionisti esperti, sono probabilmente sicuri ed è improbabile che provochino gravi reazioni avverse. E’ difficile tirare conclusioni definitive a causa della bassa qualità metodologica dei reports che riportano possibili effetti avversi dei rimedi omeopatici.

 

Incidenza di reazioni avverse associate ad agopuntura in una coorte di 391 pazienti

Yamashita H; Tsukaiama H; Hori N; Kimura T; Tanno Y. Incidence of Adverse Reactions Associated with Acupuncture. J Altern Complement M 2000;6(4):345-50

Una maggiore attenzione alle terapie non convenzionali ha determinato anche una più precisa considerazione dei possibili effetti collaterali. Questa ricerca è stata realizzata per determinare il tipo, la gravità e l’incidenza delle reazioni avverse all’applicazione di agopuntura osservate durante la pratica standard. Si tratta di una rassegna realizzata sulla base delle osservazioni di terapisti intervistati in materia. Il setting della ricerca è il “Tsukuba College of Technology Clinic” in Giappone. I risultati sono stati valutati sulla base del tipo, gravità e incidenza delle reazioni avverse all’agopuntura. Risultati. Un totale di 391 pazienti sono stati trattati in 1441 sedute con un totale di 30.338 inserimenti di ago. L’incidenza di reazioni sistemiche riportate in singoli pazienti è risultato essere: stanchezza (8.2%) sonnolenza (2.8%); aggravamento di sintomi preesistenti (2.8%); prurito nelle zone sede di puntura (1.0%); capogiri o vertigini (0.8%); sensazione di svenimento o nausea durante il trattamento (0.8%); mal di testa (0.5%); e dolore al petto (0.3%). L’incidenza di reazioni locali segnalate, espressa come percentuale di inserimenti di ago, è risultata essere: piccolo sanguinamento al momento del ritiro dell’ago (2.6%); dolore all’inserimento dell’ago (0.7%); petecchie ed ecchimosi (0.3%); dolore o dolenzia nella regione sede di puntura dopo il trattamento (0.1%); ematoma sottocutaneo(0.1%);  dolore e malessere nella regione durante il periodo di inserimento dell’ago (0.03%). I ricercatori concludono che sebbene alcune reazioni avverse associate ad agopuntura siano comuni anche nella pratica standard, queste risultano essere transitorie e lievi se paragonate a casi quali pneumotorace, lesione cardiaca, infezione e lesioni del midollo riportate in altri studi.

La sicurezza in fitoterapia

Ernst E. “Harmless herbs? A review of the recent literature” Am J of Med Feb 1998; 104:170-178

Le medicine a base di erbe sono diventate una forma di terapia popolare. Spesso vengono percepite come naturali e quindi innocue. Questo articolo passa in rassegna la letteratura recente sugli effetti collaterali dei rimedi a base di erbe. Vengono forniti esempi di reazioni allergiche, reazioni tossiche, effetti collaterali correlati all’azione farmacologica desiderata di un’erba, possibili effetti mutageni, interazioni tra farmaci, contaminazione di farmaci ed identità erronee di piante. Tra le piante prese in considerazione Serenoa s., Allium s., Ginkgo b., Mentha p., Sabal s., Hypericum p. Secondo l’autore di questo articolo, rispetto ai trattamenti con farmaci sintetici, poco si sa sulla sicurezza dei rimedi a base di erbe, nonostante che, per alcuni di questi, i rischi possano essere minori rispetto i farmaci convenzionali.