Mindfulness e immunità in persone con HIV

Robinson FP, Mathews HL, Witek-Janusek L. Psycho-endocrine-immune response to mindfulness-based stress reduction in individuals infected with the human immunodeficiency virus: a quasiexperimental study. J Altern Complement Med. 2003 Oct;9(5):683-94.

Lo scopo di questo studio era di esaminare gli effetti di un programma MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction) della durata di 8 settimane su stress percepito, umore, funzione endocrina, immunità e risultati funzionali alla salute in persone HIV sieropositive. Con il metodo MBSR si propone ai pazienti di adottare una struttura mentale definita appunto "mindfulness" che potrebbe essere riassunta nel "qui ed ora", nell'essere pienamente nel momento presente, senza giudicarlo, senza guardare indietro o avanti, senza cercare di risolvere il problema. In altre parole una ridotta processazione dei pensieri inerenti all'attualità, alle implicazioni e alle possibili azioni. L'obiettivo è quello di bloccare le spirali e le inerzie patogene a livello psicologico. Nello specifico si è trattato di uno studio quasi-sperimentale e non randomizzato. I pazienti sono stato specificamente reclutati (non randomizzati) per l'intervento MBSR o per il gruppo di confronto. I dati sono stati raccolti nei momenti pre-test e post-test nel gruppo MBSR e nel gruppo di confronto. I test sono stati fatti allo scopo di determinare i cambiamenti all'interno del gruppo e le differenze tra i gruppi. Complessivamente, l'attività e il numero delle cellule Natural Killer è aumentata significativamente nel gruppo MBSR rispetto al gruppo di confronto, mentre non sono state osservati altre differenze significative relativamente alle variabili psicologiche, endocrine o funzionali. Questa ricerca rappresenta un primo preliminare tentativo di raccogliere evidenze sul fatto che il metodo MBSR potrebbe contribuire a migliorare l'immunità nelle persone con HIV. Ricerca realizzata da associati a: College of Nursing, University of Illinois at Chicago, Chicago, USA.

Sostanza P, immunità e infezione da HIV

Ho WZ, Evans DL, Douglas SD. Substance P and Human Immunodeficiency Virus Infection: Psychoneuroimmunology. CNS Spectr. 2002 Dec;7(12):867-874.

Gli effetti sul sistema immunitario conseguenti ai cambiamenti nel comportamento e nell'attività mentale sono mediati, almeno in parte, da sistemi di relazione e trasmissione neuro-endocrino-immuni. Lo stress e la depressione possono essere associati con livelli ematici alterati di neuropeptidi rilasciati dal sistema nervoso centrale, compresa la sostanza P. La sostanza P funge da neuroregolatore o neurotrasmettitore nella conduzione degli stimoli nociceptivi ed è un modulatore della neuroimmunoregolazione. Questa revisione della letteratura riassume lo stato delle attuali conoscenze riguardanti il ruolo della sostanza P nella psiconeuroimmunologia ed in particolare in corso di infezione da HIV e AIDS. L'associazione fra depressione, ansia e stress nella progressione della malattia da HIV suggerisce che i fattori neurobiologici e neurofisiologici svolgono un ruolo nella modulazione dell'infezione da HIV e nella risposta alla terapia antiretrovirale. Le persone con HIV e AIDS possono sperimentare circostanze stressanti che possono incrementare i sintomi dell'ansia, dello stress e/o della depressione. Inoltre, i sintomi psicologici e psichiatrici, che si presentano in persone con il HIV e AIDS, possono essere collegati con la progressione dell'AIDS. La revisione presenta ai lettori i dati disponibili in letteratura, unitamente ai risultati delle ricerche di base condotte in laboratorio dagli autori, che dimostrano come la sostanza P può svolgere un ruolo importante nella patofisiologia dell'infezione da HIV. Lo sostanza P può agire sulla predisposizione delle cellule immunitarie all'infezione da HIV e può modulare le funzioni immunitarie delle cellule interessate nel decorso dell'infezione stessa. Inoltre, il gruppo di lavoro sta approfondendo l'ipotesi che la modulazione della sostanza P e dei suoi recettori, possa rappresentare un nuovo approccio terapeutico al trattamento di alcuni disordini psicologici e psichiatrici e alla definizione di nuove terapie anti-HIV. Ricerca realizzata da associati a: Children's Hospital of Philadelphia, University of Pennsylvania School of Medicine, Philadelphia, PA, USA.

 

Attività spirituali come risorsa contro HIV

Sowell R; Moneyham L; Hennesy M; Guillory J; Demi A; Seals B. Spiritual activities as a resistance resource for women with human immunodeficiency virus. Nurs Rev 2000 Mar-Apr;49(2):73-82

Pochi studi hanno esaminato il ruolo che le attività spirituali possono avere nei processi di adattamento alla situazione di HIV positive delle donne. Questo studio si è posto l’obiettivo di esaminare il ruolo delle attività spirituali, come risorsa capace di ridurre gli effetti negativi dei fattori di stress legati alla malattia nelle donne sieropositive. I ricercatori hanno voluto esaminare il ruolo delle attività spirituali come moderatore dell’impatto dei fattori di stress legati all’infezione da HIV (difficoltà funzionali, di lavoro e sintomi HIV-correlati) su due fattori di adattamento correlati allo stress (disagio emozionale e qualità della vita); questo utilizzando un campione su base clinica di 184 donne sieropositive. Risultati. Dalla ricerca è emerso che mentre le attività spirituali aumentavano, il disagio emozionale diminuiva anche quando venivano fatti aggiustamenti per i fattori di stress legati all’infezione da HIV. E’ stata registrata una relazione positiva (vicina alla significatività) tra le attività spirituali e la qualità della vita. Altri risultati vengono illustrati nella ricerca. Gli autori concludono affermando che i dati supportano l’ipotesi che le attività spirituali sono una importante risorsa psicologica che rende conto della variabilità individuale nell’aggiustamento dei fattori di stress associati alla sieropositività.