Omeopatia e HIV: una revisione
Ullman D. Controlled clinical trials evaluating the
homeopathic treatment of people with human immunodeficiency virus or acquired
immune deficiency syndrome. J Altern Complement Med 2003 Feb;9(1):133-41
L'autore dell'articolo ha passato in rassegna la letteratura riguardante gli studi clinici controllati verso placebo sull'omeopatia nelle persone con HIV e AIDS. La revisione ha riguardato lavori scientifica indicizzati in medline e in riviste omeopatiche non indicizzate in medline. Sono stati individuati un totale di cinque studi controllati. Gli studi in doppio-cieco e placebo-controllati hanno riguardato 50 persone HIV-positive asintomatici (fase II) e 50 persone con linfoadenopatia generalizzata persistente (fase III) alle quali sono stati somministrati singoli rimedi individualizzati. Un altro studio ha riguardato la somministrazione di dosi omeopatiche dei fattori di crescita. Due studi randomizzati, in doppio-cieco e placebo controllati, hanno coinvolto 77 persone con AIDS che hanno utilizzato per un periodo di 8-16 settimane esclusivamente rimedi naturali. Altri due studi sono stati intrapresi per 2.5 anni e hanno coinvolto 27 persone in uno studio aperto. Si tratta prevalentemente di studi risalenti ad alcuni anni fa e che forniscono risultati non sempre concordi. L'articolo fa il punto su omeopatia e HIV e fornisce l'insieme delle evidenze finora raccolte. Revisione realizzata da associata a: Homeopathic Educational Services, Berkeley, CA.
Azione immunomodulante dell’omeopatia
See DM.; Tiles JG.; Hirschmann J.; Bertacchini C. “Immunomodulatory effects of a homeopathic agent” Am Journ Of Nat Med 1998 July/Aug; 5(6): 10-
Sono stati indagati gli effetti immunostimolanti in vivo ed in vitro di una medicazione omeopatica. Cellule Mononucleari del Sangue periferico (PBMC) sono state isolate da controlli normali e da pazienti con Sindrome da Affaticamento Cronico (CFS) o con Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS). Sono poi state incubate per 24 ore in presenza di una diluizione 1:10 della mistura omeopatica o del 5% di placebo etanolo. La preparazione omeopatica ha incrementato significativamente l’attività delle cellule Natural Killer (NK) nei confronti delle cellule K562 in una campionatura standard 51 Cr di 4 ore. Questo, in netto contrasto con il placebo per il PBMC dei controlli normali (p< .05) o pazienti con CFS (p<.01) o AIDS (p<.01). Un placebo al 5% di etanolo o la medicazione omeopatica sono stati somministrati a gruppi di topi adolescenti CD-1 ad un dosaggio di 0.35 cc giornalieri per 28 giorni. Nessuno dei topi ha manifestato alcuna evidenza di tossicità grave o microscopica (cervelli, reni, fegati, pancreas o cuori). La funzione NK della milza nei confronti dei bersagli YAC-1 è stata significativamente superiore nei topi trattati con l’agente omeopatico (media 103 ± / - 10.9 unità litiche [LU]; p<.05) comparato al placebo (media 81 +/- 7.4 LU). I gruppi di topi sono stati trattati a cicli di 21-, 14-, 7-, o 0 giorni di tintura omeopatica o placebo. Sono poi stati stimolati con 1 x 104 PFU (plaque-forming units) di un ceppo diabetogenico del virus Coxsackie B4 (E2). Il trattamento è continuato per tre giorni aggiuntivi. I titoli del virus nel pancreas sono stati significativamente ridotti nel gruppo omeopatico che è stato trattato 21 giorni prima della stimolazione virale ( media log10 3.14 +/ - 0.79 pfu/mg; p<.05) comparato al placebo (4.29+/-0.90 pfu/mg). La mistura omeopatica non ha esibito effetto antivirale in vitro. Quindi, una medicazione omeopatica ha incrementato la funzione NK sia in vitro che in vivo e nei topi è stata priva di tossicità. E’ stata dimostrata l’attività antivirale in vivo, presumibilmente attraverso l’aumento della funzione immunitaria.
Omeopatia e HIV
Bhave G, "Use of homeopathy for delaying progression of HIV disease". XII Int Conf AIDS. Abstracts Book, Abs n° 42377
Obiettivo: Studiare l'effetto della terapia omeopatica sulla progressione della malattia causata da HIV in pazienti indiani. Metodo: negli ultimi 5 anni sono stati selezionati un totale di 62 pazienti per un trattamento omeopatico. A tutti i pazienti è stata confermata l'infezione da HIV mediante Western Blot ed è stato fornito un counselling dopo il test. Come prescrivono i princìpi omeopatici è stata rilevata una dettagliata storia per ogni caso. La maggior parte dei trattamenti ha incluso in ordine cronologico: medicine per traumi psicologici e shock, per la purificazione del corpo, medicine per la costituzione e la prevenzione di infezioni opportunistiche. Ogni altra malattia importante e/o secondaria è stata trattata con le appropriate medicine omeopatiche. Due pazienti che hanno sviluppato la tubercolosi sono stati inviati da un medico specialistico. La data dell'infezione è stata assunta come anno di prima esposizione al virus dovuta a comportamenti a rischio o a trasfusione di sangue. Solo 26 pazienti potevano economicamente permettersi la conta dei CD4 e sono stati inviati ad un laboratorio privato. Il metodo usato è stata l'immunofluorescenza. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: 1) Asintomatici 2) condizioni di pre-AIDS 3) AIDS. Risultati: la maggior parte dei pazienti erano maschi (91%) e il 9% erano femmine. Tutti pazienti appartenevano al gruppo di età compreso fra i 25 e i 44 anni. Tutti i pazienti avevano un grado di istruzione elevato. Quattro pazienti avevano l'infezione da HIV da più di 7 anni ed erano asintomatici. L'88% dei pazienti con l'infezione da un periodo compreso tra i 5 e i 7 anni erano asintomatici. L'80% dei pazienti hanno acquistato peso tra i 2 ed i 6 chili. Il 78% dei pazienti ha la conta dei CD4 maggiore di 500 cell./cum. 6 (10%) pazienti erano in ARC. Un paziente ha avuto diarrea acuta, uno ha avuto Herpes Zoster e due avevano stomatiti; tutti loro hanno risposto bene alla cura omeopatica. Due pazienti hanno sviluppato la tubercolosi ed uno ne è morto. Conclusioni: Le persone delle nazioni in via di sviluppo non si possono permettere la costosa terapia antiretrovirale. Le medicine omeopatiche sono facilmente reperibili in India ad un prezzo ragionevole e quindi possono essere usate per il trattamento della malattia causata dall'HIV.
L’omeopatia nell’HIV
Rastogi DP.; Singh VP.; Vikram Singh; Dey SK. “Double blind placebo controlled clinical trial of homeopathic medicines in HIV infection” British Homeopathic Journal 1998 Apr; 87: 86-88
Da Giugno 1995 a Febbraio 1997 è stato effettuato uno studio di sei mesi consistente in un trial in doppio cieco, controllato con placebo sulle medicine omeopatiche nell’HIV/AIDS. Lo studio si è sviluppato secondo due schemi separati: (I) infezione asintomatica da HIV; (II) linfoadenopatia generalizzata persistente (50 soggetti ciascuno). Non appena un soggetto intraprendeva i sei mesi di studio, veniva assegnato alla medicazione indicata. Lo svelamento degli schemi è stata effettuata solo dopo che l’ultimo soggetto era stato sottoposto ai sei mesi di studio. Come criterio principale per valutare gli esiti dello studio, sono state adottate le variazioni nel numero dei CD4+ in ciascuno dei casi, prima durante e dopo il completamento dello studio. Studi preliminari sullo schema I non mostrano praticamente alcuna differenza significativa nelle variazioni del numero dei CD4+ sia in soggetti del gruppo con placebo, che in quelli assegnati al gruppo di trattamento. Studi sullo schema II mostrano invece un miglioramento significativo nel numero dei CD4+ (tendenza in crescente) nei soggetti del gruppo di trattamento in confronto al gruppo del placebo. Significativamente, dopo 6 mesi di studio, 5 soggetti del gruppo con placebo sotto schema II e 4 sotto schema I con una tendenza decrescente iniziale dei CD4+, hanno mostrato un aumento nella conta dei CD4+ dopo somministrazione della medicina omeopatica in un periodo di 15-30 giorni. Secondo gli autori lo studio conferma il ruolo positivo delle medicine omeopatiche nel miglioramento delle condizioni immunitarie di pazienti con HIV/AIDS.
Omeopatia e AIDS
Brewitt B, Polissar N; "Homeopatic growth factors support survival and mantain low viral loads". XII Int Conf AIDS 1998. Abstracts Book, Abs n° 60495
Ipotesi: I pazienti, infettati da 9±4 anni, che usano una combinazione di fattori di crescita omeopatici (hGF) sopravviverebbero tanto quanto un campione uguale che usa terapia antivirale (AV). Nel 1995 uno studio aperto in doppio cieco placebo-contollato (n=30), ha determinato differenze statisticamente sostanziali nella conta di CD4 e CD8, carica virale, VES, tra gli hGF e le sole terapie naturali (NAT). Le hGF erano degli stimolanti: simil-insulina-1 (IGF1), derivati delle piastrine (PDGFBB), beta-trasformanti (TGFB1), GM-CSF.. Metodi: Sono stati effettuati quattro test trimestrali su CD4, CD8, carica virale (CV), e VES, a 26 pazienti originali. Nel 1996 , si sono formati 3 sottogruppi di volontari: 1)GF, n=6, che hanno usato con continuità hGF; 2) AV, n=14, hanno iniziato una terapia antivirale di qualche tipo; 3) NAT, n=5, terapia naturale. Risultati: dopo 32 mesi dall'inizio non si rilevavano differenze statistiche significative tra i gruppi AV e GF nei CD4, CD8 o carica virale. Nel gruppo GF, CV è andata da 19825±11583 a 7950±3343 copie di RNA/ml, i CD4 da 219±23 a 242±27 cellule/ul, e CD8 da 780±192 a 805±154 cellule/ul. Nel gruppo AV CV è andata da 7907±3728 a 10429±8737 copie di RNA/ml , i CD4 da 281±48 a 252±27 cellule/ul, e CD8 da 834±123 a 849±119 cellule/ul. I valori della VES nel gruppo GF erano normali ad ogni controllo con media di 17.3±2.5 mm/h; nel gruppo AV la VES era fuori dalla norma nel 75% dei casi, media di 25.6±2.8 mm/h indicando qualche forma di infiammazione generale o di infezione nel corpo (p=0.05). Le misura di qualità della vita della funzionalità fisica percepita nel gruppo GF era statisticamente maggiore di quella del gruppo AV (P=0.01). Dopo 28 mesi dall'entrata nello studio originale, hanno subito ospedalizzazione o hanno riportato infezioni opportunistiche l'80% dei NAT, il 25% dei AV e lo 0% dei GF. Misure addizionali del progresso della malattia dopo nove mesi sono state la conta dei CD4 da 179±43 a 138±71 cellule/ul, CD8 da 863±230 a 523±56 cellule/ul e CV da 293480±91741 a 131066±68987 copie di RNA/ml. Conclusioni: I fattori di crescita omeopatici con o senza terapia antivirale supportano la sopravvivenza di lungo periodo, in contrasto con altri approcci terapeutici naturali. Le funzioni immunitarie, come indicato dai valori normali della VES, potrebbero essere raggiunti più facilmente con trattamento GF che con i soli AV. Queste importanti osservazioni necessitano campioni di dimensioni maggiori per la validazione. Gli hGF rappresentano un approccio alla infezione da HIV a basso costo, naturale e non tossico.