Il vino rosso previene l’attivazione di NF-kB>
Blanco-Colio LM; Valderrama M; Alvarez-Sala LA; Bustos C; Ortego M; Hernandez-Presa MA; Cancelas P; Gomez-Gerique J; Millan J; Egido J. Red wine intake prevents nuclear factor-kappaB activation in peripheral blood mononuclear cells of healthy volunteers during postprandial lipemia. Circulation 2000 Aug 29;102(9):1020-6
Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato il benefico effetto dell’assunzione di vino rosso nella riduzione di mortalità totale e cardiovascolare. Questo effetto è stato attribuito in parte alle sue proprietà antiossidanti. Poiché i monociti/macrofagi e il fattore inducibile di trascrizione kappaB (NF-kB) sono implicati nella patogenesi delle lesioni aterosclerotiche, è stato esaminato l’effetto del consumo di vino rosso sull’attivazione di NF-kB sulle cellule mononucleari del sangue periferico. Metodi e risultati. 16 volontari sani sono stati valutati 3 volte ciascuno rispettivamente dopo una dose moderata, bassa e nessuna dose di vino assunta contemporaneamente ad una colazione ricca di grassi. Il profilo lipidico e l’attivazione di NF-kB sono stati esaminati in campioni di sangue presi 3, 6 e 9 ore dopo il consumo di vino. Inoltre, le cellule mononucleari sono state incubate con lipoproteine a bassissima densità (VLDL) in presenza di alcuni antiossidanti (quercetina e alfa-tocoferolo succinato) contenuti nel vino rosso per studiare il loro effetto sull’attivazione di NF-kB. I soggetti che assumevano una colazione ricca di grassi presentavano una attivazione di NF-kB aumentata nelle cellule mononucleari del sangue periferico, coincidente con l’aumento dei trigliceridi totali e dei chilomicroni. Il consumo di vino rosso preveniva l’attività di NF-kB anche se induceva un certo aumento dei lipidi serici, particolarmente VLDL, che non aumentavano dopo la sola ingestione di grassi. Una forma diversa di assunzione di alcool (vodka) non ha modificato l’attivazione di NF-kB determinata dalla lipemia postprandiale. Nelle cellule mononucleari coltivate, i VLDL umani isolati causavano l’attivazione di NF-kB in maniera tempo-dipendente; effetto che non avveniva in presenza di antiossidanti del vino rosso come quercetina e alfa-tocoferolo. I risultati di questo studio suggeriscono un nuovo possibile meccanismo d’azione per spiegare i benefici effetti del consumo di vino rosso nella riduzione della mortalità cardiovascolare.
Una review sul resveratrolo
Freemont L. Biological effects of resveratrol. Life Sci 2000 Jan 14;66(8):6663-73>
Il resveratrolo (3,4’,5 triidrossistilbene) è una fitoalexina prodotta naturalmente da alcuni spermatofiti, come la vite, in risposta a lesioni. Dato che è presente nella buccia degli acini e non nella polpa, il vino bianco contiene quantità di resveratrolo molto piccole, in confronto al vino rosso. Le concentrazioni di resveratrolo nelle forme trans e cis isomeri di aglicone e glucosidi sono soggette a numerose variabili. Nel vino rosso le concentrazioni del trans-isomero , che è la forma principale, generalmente variano tra 0.1 e 15 mg/L. Come composto fenolico, il resveratrolo contribuisce al potenziale antiossidante del vino rosso e può giocare un ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. E’ stato dimostrato che il resveratrolo modula il metabolismo dei lipidi e inibisce l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità e l’aggregazione delle piastrine. Inoltre, come fitoestrogeno, il resveratrolo può dare una protezione cardiovascolare. Questo composto possiede inoltre proprietà antiinfiammatorie e antitumorali. Dovranno essere realizzati ulteriori studi sulla biodisponibilità e sui percorsi metabolici per stabilire definitivamente l’incidenza sulla salute del resveratrolo nella dieta.