Altri lavori recenti sulla propoli. Diversamente dallo studio sulla candida, si tratta di lavori non riguardanti direttamente persone con HIV, ma che possono testimoniare il recente interesse verso la propoli e i campi di ricerca attualmente attivi.
La riscossa della propoli: una review
Banskota AH, Tezuka Y, Kadota S.Recent progress in pharmacological research of propolis. Phytother Res 2001 Nov;15(7):561-71
La propoli è un prodotto resinoso dell'alveare. Si tratta di una medicina popolare che possiede una vasta gamma di attività biologiche. Egualmente la propoli viene utilizzata come bevanda salutare in vari paesi asiatici, europei ed americani. Parecchi gruppi dei ricercatori hanno concentrato la loro attenzione sull'attività biologica della propoli e dei suoi principi attivi. Ogni anno vengono pubblicati numerosi articoli scientifici che documentano le proprietà farmacologiche della propoli. Questa review prende in considerazione i risultati più recenti (posteriori al 1995) della ricerca sulle proprietà farmacologiche della propoli, soffermandosi sulle sue proprietà antiepatotossiche, antitumorali, antiossidanti, antimicrobiche e antiinfiammatorie. Vengono inoltre discussi i possibili meccanismi d'azione e i principi attivi coinvolti. Revisione realizzata da: Department of Natural Products Chemistry, Institute of Natural Medicine, Toyama Medical and Pharmaceutical University, Sugitani, Toyama, Giappone.
Propoli efficacie nel trattamento delle ustioni
Gregory SR, Piccolo N, Piccolo MT, Piccolo MS, Heggers JP. Comparison of propolis skin cream to silver sulfadiazine: a naturopathic alternative to antibiotics in treatment of minor burns. J Altern Complement Med 2002 Feb;8(1):77-83
La propoli è un prodotto delle api per cui è stata dimostrata attività antimicrobica, antinfiammatoria e favorente i processi cicatrizzanti. In questo studio è stata paragonata l'efficacia di una crema a base di propoli brasiliana verso sulfadiazina argentica (SSD) nel trattamento di ustioni minori (secondo grado superficiale; area ustionata inferiore al 20% del corpo) in un setting ambulatoriale in Brasile. Sono stati inclusi nello studio solo i pazienti che si sono presentati entro le 48 ore dall'insorgenza dell'ustione, solo se questa si presentava bilateralmente e con il medesimo grado di gravità. Dopo sbrigliamento (ripulitura e asportazione delle sostanze estranee) i pazienti hanno applicato la crema di propoli in una ferita e SSD sull'altra. In seguito sono state cambiate le somministrazioni e i pazienti si presentavano alla clinica ogni 3 giorni per controllare le ferite. Nel corso dei controlli le ferite sono state fotografate allo scopo di documentare il grado di infiammazione e di cicatrizzazione; sono inoltre state fatte colture allo scopo di valutare lo sviluppo microbico. Ai pazienti è stato chiesto di non manipolare le loro ferite e di non modificare il programma di trattamento, che prevedeva il cambio di pomata (propoli o SSD) ogni tre giorni. Risultati. Dalla ricerca non è emersa alcuna differenza relativamente alla colonizzazione microbica fra le ferite trattate con propoli e quelle con SSD. Il trattamento con propoli ha però evidenziato una minore infiammazione e una più veloce cicatrizzazione. Studio realizzato da ricercatori della "School of Medicine University of Texas, Medical Branch, Galveston TX, USA.
Il PM-3 della propoli papabile come trattamento contro il cancro al seno
Luo J, Soh JW, Xing WQ, Mao Y, Matsuno T, Weinstein IB. PM-3, a benzo-gamma-pyran derivative isolated from propolis, inhibits growth of MCF-7 human breast cancer cells. Anticancer Res 2001 May;21(3B):1665-1671
La Propoli ha numerose attività biologiche fra cui si annoverano quelle antifungine, antivirali, antinfiammatorie e antibiotiche. Diversi componenti isolati dalla propoli sono stati indicati per avere attività anticancro. Questo studio dimostra che il composto PM-3 (acido 3-[2-dimetil-8(3-metil-2-butenil)benzopiran]-6-propenoico) isolato dalla propoli brasiliana inibisce spiccatamente la crescita delle cellule umane del cancro al seno MCF-7. Questo effetto è stato associato con inibizione della progressione del ciclo cellulare ed induzione dell'apoptosi. Il trattamento delle cellule MCF-7 con PM-3 ha arrestato la fase cellulare G1 e determinato una diminuzione dei livelli di proteine ciclina D1 e ciclina E. La PM-3 ha anche inibito l'espressione di ciclina D1 a livello transcrizionale. L'induzione di apoptosi da parte di PM-3 è intervenuta 48 ore dopo il trattamento delle cellule MCF-7. Le cellule MCF-7 trattate hanno evidenziato anche una diminuzione del livello del rettore degli estrogeni e altre attività di particolare interesse. Gli autori concludono affermando che il PM-3 merita ulteriore ricerca relativamente alla possibile azione chemopreventiva o terapeutica del tumore al seno. Ricerca realizzata presso: Herbert Irving Comprehensive Cancer Center, Columbia Presbyterian Medical Center, College of Physicians and Surgeons, Columbia University, New York, USA.